Hulme (Carmignac): è il momento di puntare sulle commodities

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Secondo Michael Hulme, head of commodity equities, il settore energetico potrebbe offrire prospettive interessanti a breve.

Chiara Merico di Chiara Merico22 marzo 2016 | 07:48

BUON INVESTIMENTO – E’ il momento di puntare sulle commodities, in particolare sull’energia: un settore sotto stress negli ultimi mesi, ma che potrebbe offrire prospettive interessanti a breve. Bluerating.com ne ha discusso con Michael Hulme, head of commodity equities di Carmignac.

Per quale motivo adesso è un buon momento per puntare sulle commodities, in particolare l’energia?
In seguito alle difficoltà degli ultimi dodici mesi per il settore energetico, crediamo che le leggi della domanda e dell’offerta dovrebbero portare alla fine a un equilibrio nel 2016. Questo fa del settore energetico quello in cui ci aspettiamo il maggior rialzo nel 2016.

Come vede l’evoluzione del prezzo del greggio?
Dopo un anno difficile per il petrolio, crediamo che la riduzione dell’offerta da parte dei produttori di shale americani sarà sufficiente a esercitare una pressione al rialzo sui prezzi del petrolio nel 2016.  
Dal momento che negli Stati Uniti i budget per i capex destinati alla ricerca e alla produzione per il 2016 sono stati tagliati e il numero di piattaforme petrolifere continua a diminuire, crediamo che assisteremo quest’anno a significativi cali di produzione da parte dei bacini di shale americani. Questo dovrebbe contribuire alla contrazione della fornitura dei paesi non-Opec di oltre 600mila barili al giorno nel 2016, cioè circa lo 0,7% della fornitura globale.
Al di fuori degli Stati Uniti, è difficile prevedere da dove potrà arrivare una crescita dell’offerta. I volumi sauditi e russi sono vicini alla massima capacità. Crediamo che l’aumento atteso delle esportazioni da parte dell’Iran (500mila barili al giorno) sia sovrastimato. Il paese ha, secondo le nostre fonti, già esportato una parte considerevole della produzione in eccesso tramite l’Iraq.
Se la crescita della domanda mondiale dovrebbe aumentare del 1,2%, nel complesso lo squilibrio domanda-offerta potrebbe stringersi a quasi il 2%. Il mondo ha bisogno di più petrolio ogni anno in ragione della crescita della popolazione. 80 milioni di persone in più ogni anno consumano petrolio – a prescindere dalla misure di efficienza energetica.

Qual è la strategia di investimento del fondo Carmignac Portfolio Commodities?
In linea con il nostro processo di investimento, diamo priorità alle imprese con un forte management, una comprovata capacità di generare rendimenti positivi attraverso l’intero ciclo, una leva finanziaria non eccessiva e capaci, secondo la nostra analisi, di generare flussi di cassa interessanti e sostenibili. La maggior parte delle aziende del settore energetico hanno lottato per raggiungere un accordo con il nuovo regime del prezzo del petrolio. Molte sono ancora in fase di negazione e devono confrontarsi con strutture di costo e debiti pensati per uno scenario in cui il prezzo del petrolio è superiore ai 60 dollari.
A nostro parere, il settore oggi si compone di:
1. Società in cui l’equity è puramente un valore opzionale e il debito è fortemente scontato.
2. Aziende “Working-it-out” in cui i livelli di debito sono elevati ma gli asset patrimoniali e il management offrono prospettive positive
3. Alcune rare aziende “roccaforte” con bilanci solidi. Il primo gruppo (tranne un paio di eccezioni) è destinato a estinguersi, il secondo se la caverà, ma forse a costo di una certa diluizione supplementare; il terzo gruppo andrà bene, ma includono già questo elemento nel prezzo. Il secondo gruppo, e in una certa misura il terzo, sono probabilmente i più interessanti per gli investitori.
La nostra esposizione sul settore energetico è composta da:
1. Posizioni lunghe su: produttori di sabbie bituminose come Suncor Energy, che hanno una produzione stabile e un capex a bassa manutenzione (a differenza dei produttori di scisto che devono spendere per mantenere i flussi di petrolio); o compagnie di esplorazione e produzione di shale con bilanci solidi, che possono mantenere stabile la produzione con un basso capex in un bear market, e potrebbero trarre beneficio dalla loro capacità di utilizzare le risorse disponibili in modo più efficace. Le aziende che preferiamo sono Anadarko, EOG e Hess. o Il settore dei servizi petroliferi attraverso le società di servizi diversificati con una forte management e un vantaggio tecnologico, come Schlumberger e Halliburton. Inoltre, manteniamo posizioni lunghe su aziende specializzate nello stoccaggio del petrolio e del gas e nei trasporti, che beneficiano di una visibilità sui flussi di cassa a lungo termine, come Enbridge.
2. Alcune posizioni corte selezionate su aziende con più elevati costi di produzione e oneri di debito non sostenibili. Per il futuro, in previsione di un aumento dei prezzi del petrolio nel 2016, continuiamo a capitalizzare sulla debolezza di scorte petrolifere interessanti che soddisfano i nostri criteri di investimento, in particolare, Suncor, Anadarko e Occidental Petroleum (che ha uno dei più forti bilanci nel settore).

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