Ungari (Vontobel): “ La nostra ricetta multi-asset”

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L’head of portfolio management Italy della societa di gestione svizzera spiega quali sono le strategie d’investimento giuste nell’attuale contesto attuale dell’economia e dei mercati.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi13 settembre 2017 | 09:09

Il grande esperimento di misure non convenzionali di politica monetaria su scala globale dicui siamo stati testimoni negli ultimi anni ha imposto un ripensamento dei modelli di asset allocation tradizionali, proprio 
alla luce di correlazioni storiche completamente saltate se non addirittura invertite. Ecco quali sono le strategie che possono essere funzionali al contesto attuale dell’economia e dei mercati e cosa si intende davvero per multi asset. BLUERATING ha incontrato Gianluca Ungari (nella foto), head of portfolio management Italy della societa di gestione svizzera Vontobel.

Le strategie multi asset negli ultimi anni sono state molto spinte dai canali distributivi ma non tutte sono andate bene. I motivi di tanto entusiasmo sono da attribuirsi a rendimenti del free cash a zero e a premi al rischio che sono stati molto compressi. E ora?
L’effetto principale delle politiche monetarie poste in essere dalle principali banche centrali, dalla cosiddetta “zirp”, e cioè la zero interest rate policy fino ad arrivare addirittura alla “nirp”, la negative interest rate policy attuata sia della Bce sia della banca centrale giapponese, sui modelli di asset allocation e di costruzione di portafoglio è stata la scomparsa del risk free rate o peggio: quello che una volta rappresentava lo zoccolo duro dei portafogli total return o il punto di riferimento per l’asset allocation in generale ora offre rendimenti negativi. In generale la compressione dei rendimenti ha condizionato l’intero mondo obbligazionario sia governativo che a spread, con gli effetti che si sentono ancora oggi e nonostante nell’ultimo periodo i tassi siano risaliti circa il 18% delle obbligazioni a livello mondiale offre ancora rendimenti negativi. Inoltre, la correlazione positiva tra le varie asset class, in particolare azionario ed obbligazionario, grazie all’ampia liquidità presente nel sistema ha permesso sia ai fondi multi asset che a quelli bilanciati in generale di performare molto bene in un contesto “risk on”. L’attuale necessità di normalizzazione
 dei bilanci – tapering – delle 
banche centrali rappresenta una minaccia allo status quo, poiché porterà ad un aumento della volatilità richiedendo quindi un atteggiamento flessibile da parte degli investitori e di conseguenza
il ritorno dei fondi gestiti in modo attivo.

Cosa è per voi il multi asset?
Per Vontobel multi asset significa avere un approccio di investimento attivo e flessibile. Con un’ampia diversificazione a livello globale dove la gestione del rischio è centrale nella costruzione dei nostri portafogli. Inoltre, avere un approccio flessibile è per noi fondamentale, sia perché ce l’abbiamo nel nostro Dna, sia per riuscire a costruire portafogli in grado di partecipare alla crescita dei mercati quando questi salgono, ma nel contempo proteggere il capitale investito nei momenti di forte stress e difficoltà. A ciò si aggiunge anche un altro fattore molto importante: la decorrelazione tra le varie asset class utilizzate che consente un maggior bilanciamento e quindi maggior efficienza del portafoglio.

Come riuscire a fare performance controllando il rischio e facendo della volatilità attesa un punto di forza e non di debolezza?
Come accennavo prima,
 il controllo del rischio è la condizione principale per riuscire a sfruttare al meglio il fattore cosiddetto del compounding, ovvero l’effetto capitalizzazione che nel lungo periodo permette di ottenere risultati sopra la media. La volatilità può diventare a tutti gli effetti un’opportunità da cui trarre vantaggio, soprattutto per i gestori attivi come noi di Vontobel che facciamo dell’analisi fondamentale e della ricerca uno dei nostri principali punti di forza. È proprio durante questi periodi di volatilità che si riesce a individuare le opportunità più interessanti e a creare alfa sfruttando anche quelle che sono le inefficienze dei mercati. Il tutto però può funzionare solo se sotto l’egida di una rigorosissima gestione del rischio.

Le attese di rendimento, la tolleranza al rischio e l’orizzonte temporale variano da cliente 
a cliente. Una volta definito 
il benchmark di riferimento, l’idea è di creare un plusvalore attraverso l’asset allocation tattica e mediante la selezione dei singoli titoli. Qual è la vostra asset allocation oggi?
In questa seconda metà del 2017 ci aspettiamo una ripresa globale sincronizzata con poche pressioni in azionistiche che corrisponde
a uno scenario cosiddetto “goldilocks”. Questa pensiamo sia la situazione più probabile fino alla fine dell’anno, con elevati utili societari e politiche monetarie accomodanti che offrono un sostegno ai mercati finanziari.
I maggiori rischi potrebbero essere legati a un errore politico in Cina o a una recrudescenza delle tensioni geopolitiche nella penisola coreana o a un eventuale crollo del prezzo del petrolio sotto a 40 dollari,
 che in Usa potrebbe deteriorare
le prospettive degli emittenti obbligazionari legati all’energia e contagiare i mercati del credito in generale. Al momento manteniamo la nostra posizione neutrale sui mercati azionari con una preferenza per le banche e le società che sono favorite da un periodo di crescita economica. Allo stesso tempo abbiamo ridotto l’esposizione alle materie prime. Ciò è dovuto al fatto che le stime sul prezzo del petrolio a medio termine sono
state corrette al ribasso a causa della persistente sovraccapacità, nonostante i tagli della produzione dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio – Opec – e della Russia. Manteniamo un sovrappeso, seppure ridotto, in obbligazioni societarie a breve scadenza e nel debito dei mercati emergenti denominato in valuta locale. In ogni caso ci vuole cautela, perché sia le obbligazioni dei mercati emergenti sia quelle high yield potrebbero essere vulnerabili se il prezzo del petrolio dovesse scendere sotto i 40 dollari al barile. Infine, manteniamo una view neutrale sul dollaro Usa.

Passiamo all’aspetto individuale. Quale lato del suo carattere è 
più funzionale al ruolo che lei ricopre?
Penso che nel mio caso siano fondamentali due caratteristiche:
la determinazione e la capacità 
di adattamento. Ambedue le caratteristiche sono sicuramente molto importanti e funzionali
al mio ruolo. La prima, la determinazione, per non arrendersi fino ad obiettivo raggiunto e per poter prendere delle decisioni 
in modo chiaro e convinto. La seconda, e cioè la capacità di adattamento, consente di adattarsi velocemente alle condizioni che cambiano, cosa importantissima nell’attuale contesto e funzionale al nostro modo di concepire il multi asset: gestione attiva e flessibilità.

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