Tensioni geopolitiche primo fattore di rischio percepito

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L’indagine RiskMonitor di Allianz GI rivela che oggi le questioni geopolitiche sono la principale preoccupazione degli investitori istituzionali.

Maria Paulucci di Maria Paulucci14 settembre 2017 | 08:15

L’ultima edizione dell’indagine RiskMonitor di Allianz Global Investors rivela che le questioni geopolitiche sono diventate la principale preoccupazione degli investitori istituzionali internazionali, eclissando il timore di aumento nei tassi d’interesse o di un rallentamento dell’economia. E anche le risultanze del sondaggio tra gli investitori italiani coinvolti confermano i crescenti timori legati ai rischi geopolitici, indicati dal 25% dei rispondenti come secondo fattore di incertezza per il 2017, subito dopo il contesto di tassi bassi (31%) e in linea con la volatilità di mercato (25%).

In particolare, gli eventi che per i prossimi 12 mesi preoccupano di più gli investitori italiani sono al 48% gli sviluppi politici nell’area euro, al 44% le tensioni geopolitiche come lo scenario in Corea e il conflitto in Siria, al 40% il possibile aumento dei tassi di interesse, al 36% il rallentamento dell’economia globale e al 24% possibili “bolle” nelle valutazioni di asset class. In linea con le risultanze globali, anche il sondaggio tra gli investitori italiani conferma la rilevanza strategica della gestione attiva, che per il 68% dei rispondenti italiani giocherà un ruolo fondamentale nell’attuale contesto.

Rispetto allo scenario globale, gli investitori italiani mostrano una più ridotta presenza nel segmento degli investimenti alternativi, dove è già oggi presente solo il 56% dei rispondenti rispetto al 70% dei fondi internazionali. Si registra tuttavia l’intenzione di aumentare nei prossimi 12 mesi l’asset allocation verso strategie e asset class alternative, in particolare verso infrastrutture (sia debito, al 67%, che equity, al 60%), debito (60%) ed equity (57%) del segmento private corporate e strategie macro.

In relazione alle strategie per la gestione del rischio, gli investitori domestici attualmente si affidano a soluzioni di duration management (64% dei rispondenti), diversificazione tra le asset class (60%), risk budgeting, gestione dinamica del rischio e diversificazione geografica (indicate dal 52% dei partecipanti). Guardando prospetticamente, gli investitori italiani – al 64% rispetto al 59% globale – riconoscono che gli eventi degli ultimi 12 mesi hanno determinato all’interno delle proprie strutture una maggiore attenzione alla gestione del rischio e che gli obiettivi di rendimento sono stati abbassati, risposta indicata dal 44% degli italiani rispetto al 51% dei rispondenti globali.

Alberto D’Avenia (nella foto), country head Italia di Allianz Global Investors, commenta: “È interessante notare come i risultati del nostro sondaggio annuale sottolineino come la ricerca del corretto rapporto tra rischio e rendimento sia la priorità per gli investitori. I rischi sistemici percepiti in aumento portano a una maggior cautela nelle attese di ritorno, alla luce dei limiti degli approcci di gestione del rischio più diffusi. Gli investitori italiani non fanno eccezione; se le tensioni economiche e geopolitiche sono un chiaro elemento di preoccupazione, la gestione attiva viene privilegiata come unica strategia di investimento in grado di contemperare i rischi puntando comunque a un rendimento in linea con le attese. La maggiore attenzione alla gestione del rischio e una corretta definizione dei ritorni attesi sono alla base dell’approccio di Allianz GI con i propri partner istituzionali e della distribuzione; attraverso strutture dedicate come Risklab siamo pronti a consigliare i nostri partner nella corretta definizione dei profili rischio rendimento dei propri fondi e portafogli di investimento che ci affidano”.

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