Pictet, obiettivo proteggersi dal rischio Brexit

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Per Andrea Delitala e Marco Piersimoni l’evento di rischio principale per le prossime settimane è rappresentato dal referendum in Gran Bretagna sulla permanenza nell’Ue.

Chiara Merico di Chiara Merico15 giugno 2016 | 08:57

DATI IN CHIAROSCURO PER GLI USA – “Il mese di maggio si è chiuso con il segno positivo per le borse (Msci World +3.5% in euro). I rendimenti obbligazionari sono di nuovo tornati sui minimi in seguito alla delusione scaturita dai dati sul mercato del lavoro (120k posti creati negli ultimi 3 mesi rispetto a una media mantenuta stabilmente su livelli intorno ai 200k posti di lavoro)”, notano Andrea Delitala, head of investment advisory e Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet Asset Management. “I dati macro sono ancora in chiaroscuro negli Usa: buoni i dati sui consumi, di nuovo preoccupanti quelli sulla produzione industriale. In Cina riemergono timori sullo stock di debito in valuta forte circolante nell’economia e sulla sostenibilità del modello in un contesto di rialzo dei tassi. La Fed attenderà sicuramente un significativo miglioramento dei dati (soprattutto nella componente relativa al mercato del lavoro) e soltanto in caso di esito favorevole del referendum in GB rialzerà a luglio”.

ALLARME BREXIT – “L’evento di rischio principale per le prossime settimane è rappresentato dal referendum in Gran Bretagna. Il posizionamento complessivo del mercato sembra essere sufficientemente cauto, con elevato livello di protezione, soprattutto sul comparto azionario europeo. Sul lato valutario (cambio €/£ e $/£) riteniamo che i premi di rischio stiano incorporando una probabilità ancora contenuta (intorno al 30-35%)”, spiegano Delitala e Piersimoni. “Al fine di proteggerci dal rischio Brexit, su mandati e portafogli gestiti direttamente, abbiamo incremento la quota in franchi svizzeri (CHF). La protezione è strettamente tattica in vista di Brexit ed è implementa attraverso l’acquisto di valuta sul c/c. A nostro avviso, ai livelli attuali (prossimi a 1,11 €/CHF sui massimi dal 2015) il rischio presenta un’asimmetria positiva a favore del franco, che in caso di Brexit dovrebbe ricevere importanti flussi. La Banca Centrale Svizzera potrebbe intervenire per frenare l’apprezzamento in area 1,05-1,07. Infine, Janet Yellen ha specificato numerose condizioni interne ed esterne da rispettare per procedere al secondo rialzo dei tassi. Se queste dovessero verificarsi, non escludiamo rinnovate turbolenze sugli asset EM, per cui decidiamo di ridurre l’esposizione al debito in valute emergenti a favore del debito in dollari Usa”.

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