Consultinvest: gli standard di presentazione della performance GIPS

A
A
A

Le origini risalgono al 1987 con un articolo sul Financial Analyst Journal che poneva le basi di quello che negli anni è diventato lo standard globale di presentazione delle performance.

Chiara Merico di Chiara Merico18 settembre 2017 | 12:21

TRENTESIMO COMPLEANNO – Quest’anno si celebra il trentennale della nascita dei GIPS, uno dei pochi esempi di successo di autoregolamentazione nel settore finanziario, spiega una nota di Consultinvest. Le origini risalgono al  1987 con un articolo sul Financial Analyst Journal che poneva le basi di quello che negli anni è diventato lo standard globale di presentazione delle performance. L’argomento è poco conosciuto dagli investitori, ma è ben noto alle società di gestione. Infatti gli investitori istituzionali in genere chiedono ai gestori a cui intendono affidare dei mandati la conformità ai GIPS per poter aderire al bando. Per questo motivo oltre 1.500 società di gestione si dichiarano conformi ai GIPS, tra cui 85 tra i cento gestori più grandi al mondo. Anche in Italia ci sono alcune società conformi, sia di grandi dimensioni, sia più specializzate. Gli aspetti fondamentali che da sempre guidano i GIPS sono la chiara e trasparente rappresentazione delle performance. Sembra una cosa semplice, ma l’idea originale nasceva proprio dai gestori per cercare di rendere la competizione tra di loro il più equa possibile, in quanto non sempre i dati di performance erano tra loro confrontabili. Allo stesso modo l’investitore istituzionale può essere ragionevolmente tranquillo che le performance presentate rappresentino le reali competenze del gestore, senza presentare solo le gestioni migliori, magari dimenticando di includere quelle con i risultati più deludenti. Con questi obiettivi sono state quindi sviluppate regole uniformi per la valorizzazione dei portafogli, per la aggregazione dei dati di portafogli con strategie simili (i cosiddetti “compositi”), per le informazioni aggiuntive necessarie e i criteri per la verifica da parte di un auditor delle procedure di conformità.

LE VERSIONI – La prima versione dei GIPS, dopo un periodo di commento pubblico, viene approvata nel 1999 e viene adottata da gestori di 34 nazioni. All’epoca gli standard prevedevano una sezione specifica per ogni paese in cui venivano gestite le varie specificità fiscali o normative, prosegue la nota. La versione italiana, ad esempio, prevedeva una metodologia per riportare al lordo della fiscalità le performance dei fondi che allora erano al netto, a differenza degli altri Paesi. La seconda versione, pubblicata nel 2006, incorpora tutte le versioni nazionali in un unico set di standard e diventa quindi la prima a essere costituita da un corpo unico di norme. Infine nel 2010 viene pubblicata la terza versione, ancora più completa e organica. Uno dei fattori alla base del successo dei GIPS è sempre stata la capacità di coinvolgere un elevato numero di soggetti (gestori e associazioni) e di coinvolgere il settore finanziario nelle decisioni, in quanto ogni proposta di modifica prevede un periodo di commento pubblico, aperto a tutti gli interessati. Tutto questo con il supporto logistico ed economico fin dall’inizio da parte di CFA Institute, l’associazione internazionale dei professionisti della finanza, la cui affiliata italiana è CFA Society Italy.

LA STRUTTURA ATTUALE – Oggi sono coinvolti oltre cento professionisti degli investimenti nei vari comitati, decine di associazioni di categoria e 41 “country sponsor” che a livello locale promuovono l’adozione degli standard. In Italia è da sempre presente un country sponsor, composto da alcune associazioni di categoria, che è attivo fin dalla prima versione dei GIPS, come ricordato in precedenza. La struttura organizzativa è composta da un comitato esecutivo che è responsabile dell’indirizzo strategico e della promozione dei GIPS, affiancato da un comitato tecnico che è direttamente responsabile dello sviluppo e dell’aggiornamento degli standard. Il comitato tecnico è supportato da alcuni gruppi di lavoro specializzati: gestori, auditor, interpretazione delle norme, investitori istituzionali, aree geografiche ecc. A settembre si svolgerà la 21° conferenza annuale in cui, tra l’altro, verranno presentate le linee strategiche verso cui si sta indirizzando l’evoluzione degli standard per la quarta versione. Sul sito dei GIPS www.gipsstandards.org si possono trovare tutte le informazioni, gli standard, le interpretazioni e gli aggiornamenti sulle attività in corso, conclude la nota.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn10Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Consultinvest: buone e cattive notizie sull’Italia

Consultinvest: il ritorno dell’alpha e delle strategie attive

Consultinvest: i fondi market neutral, leggere bene l’etichetta

Consultinvest: uragani, non una buona notizia per i bond Usa

Consultinvest: i Paesi di frontiera, cosa sapere e come operare

Consultinvest si tinge di rosso

Consultinvest: euro dollaro a fine corsa?

Consultinvest: il fondo sovrano norvegese e i suoi rendimenti enormi

Smart BETA e factor investing: Consultinvest fa chiarezza

Consultinvest: gli Etf e gli indici più strani, qualche considerazione

Consultinvest: Ch(Q)E trappola! (una storia di crisi, zombie e droga monetaria)

Consultinvest, Betti entra nel cda

Consultinvest: nel breve puntare su opzioni e convertibili

Consultinvest: Msci e azioni Cina, cosa cambia?

Consultinvest: sorpresa Fed

Consultinvest: Pir, moda o opportunità?

Consultinvest: crescita moderata con grandi attese

Consultinvest: possibile volatilità nel breve ma strategicamente l’equity è preferibile ai bond

Consultinvest: il ritorno della guerra valutaria

Consultinvest: gli indici dei mercati finanziari/3

Consultinvest: gli indici dei mercati finanziari/2

Consultinvest: la storia degli indici dei mercati finanziari

Consultinvest: come scegliere un Etf?/2

Consultinvest: come scegliere un Etf/1

Consultinvest: Def 2017, più ombre che luci

Bluerating AWARDS, ecco i cf Consultinvest

Consultinvest: le obbligazioni convertibili, un’asset class alternativa

Consultinvest: sono davvero confrontabili i fondi della stessa categoria?

Consultinvest: si incarta la Trumponomics

Consultinvest: mercati azionari più vulnerabili

Consultinvest: Etf, mito o realtà?

Consultinvest: come costruire un portafoglio obbligazionario oggi

Consultinvest: mercati spinti in maniera significativa dalle aspettative

Ti può anche interessare

Classifiche Bluerating: Invesco in testa tra i fondi azionari settoriali – beni di consumo secondari (incl. beni di lusso)

Secondo le analisi di Bluerating basate su 48 fondi della categoria azionari settoriali - beni di co ...

Due nomine senior per Janus Henderson

Steven de Vries assume il ruolo di head of global Financial Institutions, mentre Ignacio de la Maza ...

Polizze: Helvetia ed Eurovita pronte a lanciare un Pir

Secondo il Sole24Ore, le due compagnie preparano un'offerta per la seconda metà dell'anno. ...