Performance stellari per i gestori attivi

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Lo rivela l’ultimo studio di Lyxor Asset Management, da cui è emerso che nel secondo trimestre il 55% dei gestori attivi ha sovraperformato il rispettivo benchmark.

Chiara Merico di Chiara Merico19 settembre 2017 | 11:10

BENE I GESTORI ATTIVI – Oltre la metà dei gestori attivi ha sovraperformato il benchmark nel secondo trimestre. Lo rivela l’ultimo studio di Lyxor Asset Management, da cui è emerso che nel periodo il 55% dei gestori attivi ha sovraperformato il rispettivo benchmark. Si tratta di un netto miglioramento rispetto al 28% della fine dello scorso anno e al 52% del primo trimestre. Questa ricerca di Lyxor, che in precedenza veniva pubblicata ogni anno, analizza ora con frequenza trimestrale le performance di 3.871 fondi attivi domiciliati in Europa (con masse in gestione complessive pari a circa 1300 mld di euro).

BRILLANO GLI AZIONARI – I risultati più brillanti sono stati quelli dei gestori azionari attivi, il 63% dei quali ha sovraperformato il rispettivo benchmark nel secondo trimestre, grazie al miglioramento delle condizioni economiche e alle politiche monetarie ancora accomodanti. Le performance più significative sono giunte dai gestori che operano sull’azionario globale, su large e mid cap europee, e su titoli britannici. In Europa, i risultati dei gestori attivi sono strettamente connessi al miglioramento della performance del fattore low beta. A differenza di quanto osservato nel 2016, il loro posizionamento difensivo si è infatti rivelato vincente. Lo scorso trimestre anche le small cap europee hanno messo a segno una netta ripresa, seguendo un trend già osservato nei precedenti studi di Lyxor: la gestione attiva tende ancora a essere più efficiente nei segmenti di mercato meno liquidi. Il 73% dei gestori azionari globali, la maggior parte dei quali ha preferito l’Europa agli Stati Uniti e non ha coperto il rischio di cambio, ha beneficiato del deprezzamento del dollaro rispetto all’euro. Per contro, i gestori obbligazionari sono stati penalizzati dal persistente contesto di bassi tassi d’interesse. Solo il 35% della categoria ha infatti sovraperformato nel secondo trimestre: una netta inversione di tendenza rispetto al 53% osservato nei primi tre mesi dell’anno. Il debito emergente e quello high yield in euro si sono dimostrati i segmenti più ostili. “I risultati del nostro studio sottolineano la centralità della selezione dei fondi. Sapere dove poter sfruttare le competenze di un gestore attivo e dove trovare fondi passivi a basso costo può essere determinante. Questo studio può davvero aiutare gli investitori a fare le scelte giuste”, ha commentato Marlene Hassine, head of ETF Research di Lyxor.

 

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