Brexit, Artemis: “Dai mercati volatili arrivano anche opportunità”

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Negli ultimi giorni la politica ha avuto raramente un effetto positivo sui mercati, ma non appena si calmeranno le acque, il premio per il rischio azionario cadrà e i fondamentali dei titoli ritorneranno di nuovo alla ribalta, spiega il gestore Paul Casson.

Chiara Merico di Chiara Merico30 giugno 2016 | 13:13

ATTENDIAMO LE NOVITA’ – Per Paul Casson, manager dell’Artemis Pan European Absolute Return, dopo la Brexit “senza dubbio ci saranno molte novità nelle prossime settimane. Nel frattempo cerchiamo di interpretare ciò che sappiamo, prevedere cosa accadrà e ricerchiamo le inevitabili e imprevedibili conseguenze. Quello che dirò di seguito avrà dunque una evoluzione in futuro. Prima di tutto, lo shock. Sapevamo che si trattava di una possibilità ma, certamente, i mercati finanziari e gli scommettitori si erano schierati dalla parte del “Remain”. Per questo motivo, parte dei movimenti dei mercati rappresentano un naturale unwinding di quella posizione, in particolare il mercato delle valute dove la sterlina si era rafforzata”.

I MERCATI REAGISCONO VELOCEMENTE – “Gli shock dei mercati non sono una novità”, rimarca Casson. “I mercati finanziari reagiscono velocemente e scontano il rischio e la paura. A volte vanno anche troppo oltre. Questa volta è improbabile che andrà diversamente e, nei prossimi giorni, molti titoli e settori cadranno sotto il valore equo. Tocca a noi sfruttare la situazione al massimo delle nostre potenzialità. Il panorama short term sarà sicuramente sgradevole. Febbraio 2009 fu esattamente così ma portò grandi opportunità. L’estate del 2011 presentò lo stesso scenario. Noi tutti sappiamo cosa accadde poi. Alcune posizioni short verranno chiuse, guadagnando consistenti profitti. Aggiungeremo delle posizioni long alla ricerca di nuove opportunità per gettare le basi di profitti futuri. Nel fare questo abbiamo campo libero. L’esposizione lorda del fondo è sotto il 100% e questo significa che, in teoria, possiamo raddoppiare il capitale allocato nelle migliori idee che troviamo. In un momento di stress il peggior sentiment sarebbe quello di una impossibilita’ di trarre vantaggio dalle opportunità che si presentano perché non c’è il capitale disponibile per farlo. Questa NON è la posizione del nostro fondo: abbiamo un sacco di ‘cartucce’ da sparare nelle prossime settimane”, spiega il gestore.

I MERCATI VOLATILI SONO FONTE DI OPPORTUNITA’ – Per Casson “un aumento dei tassi di interesse in Europa è una prospettiva ancora distante. Questo scenario è molto negativo per le banche. La pazienza degli investitori sarà poca con le aziende poco robuste, dandoci la possibilità di capitalizzare sullo short. La ripresa dei titoli di energia e materie prime, che abbiamo riscontrato fino a ora nel 2016, ha continuato durante il sell off dello scorso venerdì. Questi sono i settori nei quali gli investitori hanno scelto la sottoponderazione. Che questi possono sovraperformare in momenti come questi ne è testimone la ripresa che e’ in atto. Inoltre questi settori guadagnano in dollari, un altro punto a favore in questo momento. Noi intendiamo rimanere long e continuare a comprare. Ryanair continuerà a portare le masse al sole e nelle città. Ci sono un sacco di opportunità attraenti nel mercato così come buone ragioni per essere pazienti. Il fondo genererà capitale un passo alla volta per trarre profitto, ma non prematuramente o in una volta sola. Intanto la politica torna alla ribalta. La Spagna ha avuto le elezioni domenica scorsa e l’Italia ha un referendum in ottobre. Germania e Francia affronteranno le elezioni nel 2017. In questi ultimi giorni la politica ha avuto raramente un effetto positivo sui mercati, ma non appena si calmeranno le acque, il premio per il rischio azionario cadrà e i fondamentali dei titoli ritorneranno di nuovo alla ribalta. Questo scenario si è ripetuto più volte e solleva nuovi dubbi, dubbi che svaniscono non appena la paura si allontana. L’Europa non è perfetta, ma i mercati volatili sono la fonte delle nostre opportunità, non una causa per arrendersi e ‘andare a casa’”.


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