NN Investment Partners: è il momento di aumentare il rischio in portafoglio?

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Sia il mercato che il sentiment hanno trasferito poco o nulla dello shock Brexit sull’economia reale del resto del mondo, spiega il gestore Valentijn van Nieuwenhuijzen.

Chiara Merico di Chiara Merico31 agosto 2016 | 10:42

BREXIT QUESTIONE INTERNA – “Il dramma verificatosi lo scorso giugno, quando gli elettori britannici hanno deciso di lasciare l’Unione Europea, si è da allora tramutato in una questione per lo più interna al Regno Unito”, spiega Valentijn van Nieuwenhuijzen, chief strategist e head of multi asset di NN Investment Partners. “Sia il mercato che il sentiment hanno trasferito poco o nulla dello shock Brexit sull’economia reale del resto del mondo, e i recenti dati economici indicano che l’Europa continentale, la regione considerata più a rischio, è stata invece sorprendentemente forte nelle settimane successive al referendum. Il circolo virtuoso che si è sviluppato tra mercati ed economie potrebbe essere la prova migliore che le conseguenze della Brexit sono di gran lunga meno catastrofiche di quanto molti si aspettassero fino a un mese fa”.

FATTORI DI SUPPORTO – “Quest’estate i dati economici e gli earning sono stati fattori di supporto per i mercati globali. I dati macro sono migliorati, con una sorpresa positiva per i mercati sviluppati, che in questo mese hanno raggiunto i massimi degli ultimi due anni e mezzo. Anche gli utili del secondo trimestre per le imprese statunitensi ed europee sono andati meglio di quanto ci si aspettasse, e sono in miglioramento anche le dinamiche politiche. Le politiche monetarie globali si stanno spostando, ancora una volta verso un atteggiamento più morbido; vediamo infatti la Bank of England e la Bank of Japan entrambe propense verso ulteriori manovre di allentamento monetario, e la Banca Centrale Europea che rimane orientata a far di più. Anche gli ingranaggi della politica fiscale stanno per cominciare a muoversi; il governo del Giappone ha annunciato un grande pacchetto di stimoli, e il governo statunitense e quello britannico accennano a possibili stimoli nel periodo 2017-2018. Sul fronte politico, ci sono speranze per la progressiva affermazione di un governo spagnolo, nonché segni di stabilità politica per il Regno Unito con il nuovo governo, e, infine, negli Stati Uniti sono in calo i numeri che vedono Donald Trump come preferito alle elezioni presidenziali. Tutto questo potrebbe aver contribuito a ridurre il premio di rischio politico”, aggiunge van Nieuwenhuijzen.

INVESTITORI PRUDENTI – “Il clima estivo sembra aver riportato investitori prudenti e ricchi di liquidità sui mercati. Questi sono investitori che, non solo devono scrollarsi di dosso le paure legate alla Brexit, ma anche il ricordo degli shock di volatilità che si sono verificati quasi ogni estate nell’ultimo decennio. Con il sentiment degli investitori che diventa positivo per la prima volta quest’anno, e con la liquidità che a giugno ha raggiunto i massimi livelli degli ultimi 15 anni (stando a un sondaggio Bank of America/Merril Lynch Fund Manager), stanno emergendo le giuste condizioni per mettere in circolazione un po’ di quella liquidità sul mercato. Lo slancio che è emerso in questo contesto sembra destinato a rimanere come elemento di supporto per gli asset rischiosi, come l’azionario, il Real Estate e i prodotti obbligazionari a spread, almeno fino a quando si raggiungeranno livelli tecnici di ipercomprato, oppure quando assisteremo a nuovi shock macro/politici. Al momento nessuna delle due possibilità sembra essere molto probabile, per cui, manteniamo un atteggiamento positivo sulle asset class sopra menzionate”, conclude van Nieuwenhuijzen.

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