Capital Group: il Giappone veste Small e Medium

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Il quantitative easing non può durare per sempre. Il governo deve invece imprimere un’accelerazione alle riforme strutturali, spiega il gestore Akira Horiguchi.

Chiara Merico di Chiara Merico19 ottobre 2016 | 12:50

SERVONO RIFORME STRUTTURALI – Negli ultimi 20 anni le autorità giapponesi hanno varato 23 pacchetti di stimolo. Lo stimolo fiscale, ad esempio, è diventato un evento pressoché annuale e l’effetto delle politiche accomodanti è probabilmente destinato a diminuire nel tempo. Nemmeno il quantitative easing può durare per sempre. Il governo deve invece imprimere un’accelerazione alle riforme strutturali, sostiene Akira Horiguchi, gestore di portafoglio di Capital Group. Ad esempio, se il governo intensificasse gli sforzi per deregolamentare il mercato del lavoro giapponese, credo che avremmo imprese più competitive e un’economia più dinamica. Ma per parlare di possibilità di reflazione occorre essere prudenti. Diversi fattori depongono a favore della deflazione: fra questi, le condizioni tese sul mercato del lavoro, l’energica espansione monetaria e lo stimolo fiscale. In effetti, l’indice core dei prezzi al consumo della Bank of Japan, che esclude alimentari ed energia, è in territorio positivo da tre anni. Tuttavia, quel dinamismo sembra sul punto di svanire. Gli shock esterni come la Brexit e il recente apprezzamento dello yen non sono stati d’aiuto. Inoltre, è improbabile che il Giappone rimanga immune alle spinte deflazionistiche globali che provengono dall’eccesso di capacità produttiva, specialmente dalla Cina, e dal progresso tecnologico. Quest’ultimo è una lama a doppio taglio. Da un lato, può rimpiazzare il lavoro umano e causare un indebolimento dei consumi, ma dall’altro ha migliorato l’efficienza ed innalzato il tenore di vita.

UN PAESE ATTRATTIVO – Dal punto di vista degli investimenti, il Giappone continua a presentare una straordinaria attrattiva. Credo che l’innovazione sia oggi un volano di crescita fondamentale e il Giappone ha molte imprese specializzate nel favorire il processo innovativo. Murata Manufacturing, ad esempio, produce filtri e condensatori in ceramica per dispositivi mobili e autovetture. Questa società gode di un solido vantaggio competitivo grazie alle sue competenze in materia di miniaturizzazione e alla sua vasta esperienza nella lavorazione della ceramica. Keyence è un’impresa leader nella produzione di sensori e probabilmente la miglior azienda di automazione a livello globale. È inoltre un beneficiario del trend del “Internet of Things”. A differenza degli investitori che privilegiano le imprese di maggiori dimensioni localizzate intorno all’area di Tokyo, noi ravvisiamo opportunità molto più entusiasmanti al di fuori della capitale giapponese, dove è possibile trovare numerose società in crescita con una posizione privilegiata nei segmenti small e mid cap. Molte di queste imprese sono leader di nicchia con un ottimo potenziale di espansione, eppure spesso sono oggetto di copertura limitata da parte dei broker, aggiunge Horiguchi. Le imprese di dimensioni medio-piccole sono generalmente oggetto di scarsa ricerca, non solo in Giappone. Ciò detto, questo trend è stato accentuato dal ribasso ventennale del mercato nipponico, che ha spinto i broker a ridimensionare le risorse destinate alla ricerca, specialmente sulle piccole imprese operanti a livello regionale. Perciò, mentre le grandi società continuano a godere di una copertura adeguata, si rilevano grosse inefficienze informative – e dunque opportunità accattivanti – nell’universo delle società a piccola e media capitalizzazione. Ad esempio, Hitachi, uno dei maggiori conglomerati del settore elettrico con una capitalizzazione di mercato di circa 20 miliardi di dollari, gode di una imponente copertura da parte dei broker. Al contrario, imprese più piccole come il produttore di attrezzature da cucina Hoshizaki Electric e il produttore di sensori ottici Hamamatsu Photonics ricevono scarsa attenzione. Ma spesso queste imprese hanno operazioni molto interessanti. Hoshizaki Electric, ad esempio, ha iniziato ad espandersi all’estero e si confronta con una concorrenza limitata in un mercato oligopolistico. Con una quota di mercato del 60%, beneficia anche del boom dei flussi turistici verso il Giappone. Hamamatsu Photonics invece, è un importante produttore di componenti per sensori ultrasensibili, usati in una varietà di applicazioni tra cui apparecchiature mediche e dentali. La sua tecnologia all’avanguardia ha aiutato gli scienziati a vincere il Premio Nobel per la fisica in quattro occasioni. La società inoltre vanta ottime prospettive di crescita: il mercato globale dei sensori dovrebbe raggiungere mille miliardi di unità nel prossimo decennio, conclude il gestore.

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