Tcw: bond Paesi emergenti, a trainare sono Argentina e Messico

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Il punto sulle singole asset class e sulle aree geografiche di Anisha Goodly, emerging markets portfolio specialist Tcw.

Maria Paulucci di Maria Paulucci2 ottobre 2017 | 11:44

Il contesto globale continua a offrire sostegno al debito dei mercati emergenti. Ad agosto, per esempio, i Treasury sono andati emergentiin rally e le commodity si sono stabilizzate. Il debito in valuta locale ha sovraperformato, con ritorni dell’1,79%, percentuale che porta i guadagni da inizio anno al 14,67%, grazie al rafforzamento delle valute emergenti rispetto al dollaro americano. Allo stesso modo, il debito sovrano emergente denominato in dollari ha registrato ritorni dell’1,77% ad agosto, sovraperformando il debito societario in dollari, che ha reso lo 0,96%. Il debito sovrano in dollari ha sovraperformato quello societario in dollari quest’anno con ritorni rispettivi dell’8,98% e del 6,86%. L’asset class ha continuato a beneficiare degli afflussi verso i fondi in valuta forte, locale e misti, per un totale di 4,38 miliardi di dollari nel solo mese di agosto e 51,82 miliardi di dollari quest’anno. Ad agosto sono stati emessi 19,2 miliardi di dollari di nuovi bond, principalmente societari. Ecco il punto sulle singole asset class di Anisha Goodly (nella foto), emerging markets portfolio specialist Tcw.

“Il debito sovrano emergente denominato in dollari nel corso dell’estate è stato sostenuto dai Treasury più solidi e dal modesto restringimento degli spread. In particolare, agosto è stato il secondo mese migliore dell’ultimo anno, dietro a febbraio 2017, in quanto 65 dei 66 Paesi rappresentati nell’indice Embi hanno messo a segno ritorni positivi. I contributi maggiori sono arrivati da parte di Argentina e Messico. Nel dettaglio, la prima ha recuperato terreno negli ultimi mesi, dopo le sottoperformance di maggio e giugno, grazie al miglioramento sul fronte della crescita economica e ai risultati migliori delle attese ottenuti nelle elezioni di metà mandato di agosto da parte della coalizione in carica, di stampo riformista. Il Messico invece ha tratto beneficio dalla percezione sul fatto che i negoziati sul Nafta non saranno dannosi tanto quanto si temeva mesi fa. Il Paese ha inoltre messo a segno una crescita economica più solida delle attese nel secondo trimestre e ha anche risentito positivamente del miglioramento della crescita statunitense, dell’incremento della produzione industriale e dell’aumento della domanda dei consumatori. All’estremo opposto troviamo invece il Venezuela, con il mercato che ha prezzato una crescente possibilità di potenziale default”.

“In termini di ritorni, il debito corporate dei mercati emergenti a +0,96% ha sottoperformato quello sovrano ad agosto, ma ha battuto quello corporate statunitense ed europeo. Il settore trainante è stato quello delle commodity, con l’oil&gas che ha messo a segno un +1,76%, in scia ai risultati trimestrali solidi di diversi produttori. Da evidenziare anche la performance dei metalli e comparto estrattivo, sostenuti dal rally dei prezzi dei metalli. Il settore più penalizzato resta quello dei consumi”, prosegue Goodly. “La debolezza generalizzata del dollaro nei confronti delle valute emergenti prosegue, motivo per cui ad agosto l’asset class ha avuto un ritorno pari all’1,79%. Anche i solidi afflussi offrono supporto. La Russia è stata il top performer, in quanto il calo dell’inflazione ha rafforzato le aspettative verso ulteriori accomodamenti monetari. Le Filippine sono state il Paese peggiore, con le notizie sull’ampiamento del deficit delle partite correnti che hanno pesato negativamente sulla moneta locale”.

Nei mesi estivi, il flusso di nuove emissioni ha rallentato. Andando verso la fine dell’anno, l’emissione di nuovi bond dovrebbe riaccelerare lievemente, anche se in generale nella seconda metà dell’anno le aste tendono a rallentare, mentre si concentrano principalmente nel primo semestre. Gli afflussi verso i fondi in valuta forte, locale e mista sono proseguiti, attestandosi a 4,38 miliardi di dollari ad agosto. Questi flussi hanno dato sostegno all’asset class e hanno aiutato ad assorbire le nuove emissioni, conclude Goodly.

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