Invesco: smart beta, un trend in crescita

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Le strategie smart beta offrono la possibilità di affrontare alcune delle principali sfide di mercato in modo efficace.

Chiara Merico di Chiara Merico15 novembre 2017 | 08:22

PERCHE’ LE STRATEGIE ENTRANO IN PORTAFOGLIO – Le sfide del mercato finanziario, tra cui il basso livello dei rendimenti, la difficoltà di individuare il valore di mercato e la scelta di orizzonti temporali a breve termine, stanno rendendo sempre più difficile, per gli investitori professionali, raggiungere gli obiettivi dei propri clienti. Le strategie smart beta offrono la possibilità di affrontare alcune di queste sfide in modo efficace. Invesco PowerShares ha pubblicato un report, “Smart beta strategies: more bricks for portfolio building?”, basato su una sua recente ricerca che esplora le ragioni per cui vengono implementate le strategie smart beta nel portafoglio clienti, le difficoltà che si possono riscontrare nel loro utilizzo e le aspettative sulle allocazioni future. Sono stati consultati i professionisti del settore, che operano in 6 mercati europei: gestori di portafoglio, cio (chief investment officers), fund selectors (coloro che selezionano i fondi) e analisti di fondi. Degli oltre 400 intervistati in Gran Bretagna, Germania, Italia, Svizzera, Paesi Bassi e Francia, circa uno su cinque non utilizza ancora strategie smart beta. La ricerca rivela in modo chiaro la tendenza di un aumento nell’utilizzo degli smart beta e di come gli stessi stanno diventando con il tempo sempre più sofisticati.

ESPERIENZA SODDISFACENTE – Secondo Mike Paul, responsabile Invesco PowerShares EMEA, “la vita di un investitore professionale non sta divenendo più semplice. Gli orizzonti d’investimento dei clienti si stanno contraendo, i portafogli vengono rivisti con una maggiore frequenza e, in un mondo incerto, la gestione dei rischi sta diventando altrettanto importante quanto i rendimenti. Lo smart beta non è certo una panacea, ma può contribuire ad affrontare le principali sfide del mercato, come quelle relative ai bassi rendimenti e a quelle legate alle difficoltà di individuare il valore di mercato. Chi utilizza gli smart beta ne riconosce chiaramente i benefici, e con il passare del tempo diviene sempre più competente tanto da aumentarne l’allocazione nel proprio portafoglio”. Per Paul ” chi utilizza lo smart beta è molto soddisfatto della propria esperienza d’investimento e intende continuare ad aumentare le proprie allocazioni in futuro, sebbene abbia aspettative molto elevate. Per non deludere queste aspettative, occorre quindi dedicare attenzione alla formazione continua, all’innovazione dei prodotti e – soprattutto nel mercato obbligazionario- a costruire collaborazioni con i provider dei fondi. Lo smart beta è uno dei principali trend del mercato dell’ultimo decennio, e riteniamo che queste strategie svolgano un ruolo rilevante nell’aiutare gli investitori a realizzare i propri obiettivi d’investimento. Se il mercato rappresenta il miglior parametro per valutare l’eccellenza dei prodotti, è evidente che lo smart beta è destinato a svolgere un ruolo sempre più centrale nel futuro del settore dell’asset management in Europa.”

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