Bmo: la crescita e l’inflazione dopo la “nuova normalità”

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Il contesto di crescita globale resta positivo, con una ripresa sincronizzata tra tutti i principali blocchi per la prima volta dal 2011.

Chiara Merico di Chiara Merico16 novembre 2017 | 15:28

ESTATE TRANQUILLA – I mercati hanno vissuto un’estate relativamente tranquilla e, a parte le tensioni geopolitiche, sono stati pochi gli elementi di disturbo dello scenario globale di ottimismo, spiega un commento a cura del team Multi Asset di BMO Global Asset Management. Il contesto di crescita globale resta positivo, con una ripresa sincronizzata tra tutti i principali blocchi per la prima volta dal 2011. L’economia mondiale ha raggiunto il suo minimo lo scorso maggio, quando si è chiuso il lungo periodo negativo cominciato alla fine del 2013. Da allora si sono susseguiti numerosi miglioramenti, che si sono tradotti in una crescita degli utili societari. Gli indici PMI manifatturieri e la produzione industriale, entrambe indicatori chiave di ciò che sta realmente accadendo nell’economia, continuano a muoversi al rialzo. È incoraggiante notare come la crescita non sia limitata a una regione o a una singola potenza economica. È un movimento globale e le previsioni indicano che dovrebbe rimanere tale. Ciò che è più importante, è che nessun Paese è in fase di boom perciò la crescita non è né “troppo forte”, né “troppo debole”. Questo contesto costruttivo di crescita è stato anche accompagnato da una generale revisione al rialzo delle aspettative di utili societari, tanto che tutte le principali regioni dovrebbero riportare utili positivi nel 2017. Questo clima di utili e crescita sembra impostato per continuare anche nel 2018. Infatti, va notato anche che il consueto schema di previsioni troppo presto ottimistiche, poi fortemente corrette al ribasso, non si è verificato quest’anno.

SORPRESE AL RIBASSO DALL’INFLAZIONE – Se da un lato le aspettative di crescita si sono confermate nel 2017, l’inflazione ha sorpreso ancora una volta al ribasso. Negli Stati Uniti, la disoccupazione ha continuato a contrarsi, più rapidamente di quanto atteso dal mercato e dalla Fed, accompagnata da dati sull’inflazione core più bassi del previsto. La Fed ha ammesso che il contesto inflattivo rappresenta una situazione di stallo ma ha suggerito ai mercati di guardare oltre la debolezza del dato core. In quest’ottica e con una previsione di crescita costruttiva, potremmo anticipare che l’inflazione dovrebbe virare al rialzo rispetto ai livelli attuali. Cionondimeno, la Fed sembra determinata a continuare il proprio programma di ritorno a un contesto di tassi “normale” e di riduzione del bilancio. Guardando al 2018 ci sono pochi elementi, a oggi, che suggeriscano un significativo rallentamento della traiettoria di crescita. Infatti, gli indicatori sulle condizioni finanziarie suggeriscono un solido slancio dell’economia globali che dovrebbe continuare anche per il prossimo anno, riflettendo politiche monetarie e condizioni di credito ancora di supporto. Al netto di qualche shock, sembra più probabile che il ciclo economico negli USA proseguirà fino a diventare il più lungo mai registrato, conclude BMO.

 

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