GAM: emergenti, maggiori opportunità tra le emissioni in valuta locale

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Sono avvantaggiate le emissioni in valuta locale rispetto a quelle in valuta forte, dato che per le prime non entrano in gioco i timori legati all’incremento dei rendimenti del Treasury.

Chiara Merico di Chiara Merico19 gennaio 2018 | 11:17

OUTLOOK SOLIDO – L’outlook per il debito emergente in valuta locale continua ad essere ragionevolmente solido, nonostante la performance sostenuta degli ultimi due anni, spiega Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie Emerging Markets di Gam. È importante tenere a mente che quest’ultima fase è seguita a un triennio molto difficile e, dal nostro punto di vista, continuiamo a vedere valore all’interno dell’asset class. Secondo la nostra opinione sono avvantaggiate le emissioni in valuta locale rispetto a quelle in valuta forte, dato che per le prime non entrano in gioco i timori legati all’incremento dei rendimenti del Treasury. Il discorso legato alle valute rappresenta la principale fonte di rischio per quanto riguarda le emissioni in valuta locale, dato che i tassi di interesse sono più alti durante le fasi di rafforzamento valutario, elemento questo che contribuisce al carry e mantiene l’inflazione su livelli modesti permettendo che l’obbligazione sottostante registri buone performance. Le bilance commerciali continuano ad essere l’elemento chiave nell’analisi delle valute dei Mercati Emergenti come hanno messo in evidenza i due principali sell off che abbiamo registrato all’interno dell’asset class negli ultimi 15 anni. Il primo è quello del 2008, quando gli asset emergenti furono zavorrati dall’impatto della crisi nei mercati sviluppati. Al contrario, abbiamo assistito ad un drawdown di maggiori dimensioni nel biennio 2011/2013 quando la crescita degli Emergenti era fuori controllo, le importazioni in significativo aumento e le esportazioni in netto crollo. A questo punto, il deficit commerciale ha reso virtualmente certa la debolezza di queste valute e venne coniata la definizione “Fragile Five” per fare riferimento ai quei Mercati Emergenti caratterizzati da maggiori squilibri. Tra questi solo la Turchia non è riuscita a tornare in segno positivo in termini di bilancia commerciale e ci appare molto difficile sostenere che le valute locali delle economie che sono in condizioni di un surplus esterno siano sopravvalutate.

DIREZIONE GIUSTA – Riteniamo di conseguenza che per il debito in valuta locale tutti gli elementi stiano andando nella direzione giusta, con la probabilità che il tasso di cambio conservi elasticità. Unico dubbio quello relativo dal dollaro. Un rialzo del dollaro dell’1% rispetto alle altre principali valute corrisponde solitamente ad un rafforzamento dell’1,4% rispetto alle valute dei Mercati Emergenti. Di conseguenza, mentre la crescita statunitense rappresenta un fattore positivo per gli Emergenti, il rischio è che l’inflazione torni a crescere e che la Fed risponda con una revisione al rialzo dei tassi, facilitando un rafforzamento del biglietto verde. Nonostante il rendimento del Treasury abbia valore soprattutto nel segmento delle emissioni investment grade in valuta forte, continuiamo quindi a prestare attenzione ai bilanci esterni degli emergenti e alle fluttuazioni del dollaro per tracciare le prospettive per le emissioni in valuta locale. Su base storica, quando la bilancia delle partite correnti è in credito e i tassi di cambio mantengono il proprio livello rispetto al dollaro, abbiamo quasi sempre registrato rendimenti positivi per l’asset class e, per questo motivo, riteniamo che si tratti di un settore che continua ad apparire competitivo. Terremo tuttavia sotto controllo il rallentamento del ciclo di credito cinese dato l’impatto che questo ha sui prezzi delle materie prime e, a sua volta, sulle esportazioni degli Emergenti, conclude McNamara.


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