I cf italiani preferiscono la gestione attiva

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Secondo il 78% dei consulenti finanziari italiani partecipanti a un sondaggio realizzato da Natixis Investment Managers il mercato attuale è favorevole a una gestione attiva.

Chiara Merico di Chiara Merico14 giugno 2018 | 11:13

GESTIONE ATTIVA UBER ALLES – La necessità di gestire le emozioni dei clienti in risposta agli eventi del mercato e i rischi a essi associati possono essere una sfida per i consulenti finanziari, ma la strada da seguire è chiara: secondo il 78% dei consulenti finanziari italiani partecipanti a un sondaggio realizzato da Natixis Investment Managers il mercato attuale è favorevole a una gestione attiva. Il 77,4% dei consulenti finanziari italiani ritiene che il protrarsi dell’attuale fase bullish del mercato ha reso gli investitori compiacenti rispetto all’assunzione del rischio, anche se l’81,3% afferma che i clienti non riescono a riconoscere il livello di rischio insito nei propri investimenti fino a quando questo non si manifesta. Questa tendenza sembra riflettersi in gran parte sugli investimenti passivi effettuati dagli investitori. Quasi tre quarti (73,3) dei consulenti finanziari interpellati ritiene che gli investitori individuali non siano consapevoli dei rischi dell’investimento passivo, e il 70% afferma che gli individui hanno un falso senso di sicurezza riguardo a questa tipologia di investimento. Il Natixis Centre for Investor Insight ha condotto questo sondaggio interpellando 2.775 consulenti finanziari a livello globale (di cui 150 in Italia) riguardo alle sfide del mercato e al modo in cui stanno posizionando i portafogli dei clienti di fronte ai diversi rischi connessi agli investimenti.

GESTIRE L’EMOTIVITA’ – L’esigenza di gestire le reazioni emotive che si riflettono sulle decisioni di investimento è ben chiara ai consulenti finanziari che cercano di anticipare mercati sempre più volatili. A tal fine, si rivolgono a gestori attivi e utilizzano gli strumenti alternativi.  Nonostante nell’indagine di Natixis del 2016 i consulenti si aspettassero che le loro allocazioni attive si sarebbero ridotte del 63%, a livello globale i consulenti finanziari negli ultimi due anni hanno aumentato leggermente il peso delle strategie attive, passando dal 68% del 2016 all’attuale 69%. In Italia, i consulenti finanziari affermano che  l’80% dei loro portafogli è focalizzato sulla gestione attiva. Gli intervistati affermano che le strategie passive, al contrario, sono utilizzate principalmente per le loro commissioni più basse (60,6%), lasciando agli investitori un falso senso di sicurezza riguardo agli investimenti passivi. “Dopo nove anni di crescita stabile, la volatilità è tornata sui mercati finanziari e gli investitori devono riacquistare il senso dell’incertezza. Navigare in contesti così difficili richiede la necessità di evitare decisioni di investimento emotive, ma soprattutto di adottare approcci attivi alla costruzione dei portafogli. La nostra ricerca rivela che i consulenti finanziari, anche in Italia, sono consapevoli del valore a lungo termine che può essere generato da una gestione attiva – in termini di diversificazione del portafoglio, gestione del rischio e generazione di rendimento – e più dell’80% raccomanda di implementarlo facendo ricorso a un’ampia gamma di alternative”, commenta Antonio Bottillo, managing director di Natixis Investment Managers Italia.


1 commento

  • Mente Libera says:

    Mi pare perfino ovvio. Costi e rendimenti dei fondi passivi non sono giustificabili rispetto ai benchmark di riferimento. Si prova e si spera con la gestione attiva, vendendola per legittimare maggiori costi. E i rendiconti di fine anno si avvicinano.

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