Capital Group: per gli Emergenti il futuro passa dai bond

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L’accesso al capitale, sebbene abbia rappresentato storicamente un ostacolo per i mercati emergenti, oggi non costituisce più un problema per molti paesi, spiega il gestore Dave Holstein.

Chiara Merico di Chiara Merico25 ottobre 2016 | 14:11

L’ACCESSO AL CAPITALE NON E’ PIU’ UN PROBLEMA – L’apertura del mercato obbligazionario è fondamentale per consentire un maggior numero di investimenti nei Paesi Emergenti, contribuendo in tal modo alla loro crescita. Sebbene l’accesso al capitale abbia rappresentato storicamente un ostacolo per i mercati emergenti, oggi non costituisce più un problema per molti paesi, spiega Dave Holstein, gestore di portafoglio per la strategia Emerging Markets di Capital Group. I paesi dei mercati emergenti tendono a orientarsi inizialmente sui titoli di debito a tasso variabile denominati in dollari USA. Il premio di rendimento rispetto ai Treasury USA fornisce un’indicazione di ciò che il mercato ritiene sia il rischio d’investimento in quel paese dal punto di vista economico, fiscale, di governance e politico. La fase successiva del processo di maturazione è la volontà degli investitori di concedere prestiti in valuta locale e di assumersi i rischi associati alle politiche nazionali e alla valuta del paese. In tal modo si creano opportunità per le aziende, che possono accedere ai finanziamenti con maggiore facilità quando il paese raggiunge una certa credibilità. L’ultima fase è la cartolarizzazione, ad esempio prestiti per l’acquisto di auto e mutui. Non ritengo che i mercati emergenti abbiano ancora raggiunto questa fase di maturità, ma ritengo tale evoluzione dei mercati nel tempo abbastanza logica. Il comparto azionario è leggermente diverso, in quanto il mercato registrerà una crescita nel tempo grazie alla quotazione in borsa delle società.

L’ESEMPIO ARGENTINO – L’Argentina è un esempio interessante di un paese dei mercati emergenti che si è adattato per diventare più interessante agli occhi degli investitori internazionali. Quando emerse l’insolvenza sul debito del paese nel 2001, i cosiddetti creditori “holdout” hanno escluso il paese dal mercato. Il paese ha effettuato un cambio di governo, ha pagato i creditori, è diventato più favorevole alle aziende e più prudente a livello fiscale. Oggi, il debito dell’Argentina è molto richiesto e gli investitori hanno accolto con favore l’emissione di 16,5 miliardi di dollari Usa nel 2° trimestre 2016. I rendimenti delle obbligazioni in dollari USA con scadenza al 2024 hanno perso 500 punti base rispetto a un anno fa (fonte: JPMorgan). Ciò mostra i potenziali vantaggi di compiere quelli che vengono percepiti come i cambiamenti corretti, e di prendere una direzione in grado di rafforzare la fiducia degli investitori internazionali nel futuro di tali paesi. In passato, i paesi africani avevano un accesso limitato al capitale. Oggi, le maggiori emissioni provengono da paesi come Ghana, Nigeria, Kenya ed Etiopia. Anche cinque anni fa il debito in circolazione denominato in dollari era probabilmente solo una parte di quello che è oggi. Il grafico che segue mostra come il peso dell’Africa sull’indice obbligazionario in dollari USA dei mercati emergenti è salito negli ultimi cinque anni. La disponibilità di capitale offre un numero maggiore di alternative e migliora le prospettive di crescita di tali paesi, conclude Holstein.

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