Borse, gli indici europei pronti a ripartire

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Dopo il rimbalzo post Brexit l’indice S&P500 si è mosso con variazioni giornaliere minori dell’1% per ben 43 sessioni di fila, la seconda serie più lunga della storia. Potenziale break-out rialzista per l’equity del Vecchio Continente, nonostante i rischi internazionali.

Biagio Campo di Biagio Campo31 ottobre 2016 | 08:04

VIX – L’andamento del Vix nel corso del 2016 è stato compresso in un range inferiore alla media storica, in coerenza con la limitata variabilità dello S&P500. Dopo una correzione di inizio anno del 10% circa, l’azionario è rimbalzato e da marzo a giugno abbiamo assistito ad una fase di lateralità. “Già a maggio, sempre su Bluerating.com, avevamo evidenziato l’anomalia di tale andamento”, spiega Paolo Compagno, partner della boutique Londinese Option Solutions LLP con Aum di oltre 100 milioni di euro, che opera come gestore del The 1.2 Fund Lux inserito all’interno della gamma della sicav Julius BaerMultipartner.

RECORD STORICI – A giugno 2016, al seguito del referendum sul Brexit, la volatilità è schizzata per poi comprimersi nuovamente. L’S&P500 si è mosso con variazioni giornaliere minori dell’1% per ben 43 sessioni di fila, la seconda serie più lunga della storia. Il record è stato infranto il 9 settembre con una variazione negativa del 2,45% e un incremento del Vix del 39,9%, che rappresenta l’undicesimo maggior incremento mai realizzato, per tornare nel corso delle successive 34 sessioni a muoversi entro il ristretto range del 3%”, prosegue Compagno.

LE DISTORSIONI DEL QE – “La ricerca spasmodica di rendimento da parte degli investitori causata dal QE rappresenta il rischio più grosso presente nel mercato in questo momento. Basta che un emittente di bond high yield sia in difficoltà per creare un effetto a catena potenzialmente devastante, come successo ad agosto 2015 a seguito della svalutazione dello Yuan da parte della banca centrale cinese”. Grazie alle banche centrali mondiali i rischi vengono ignorati dalle borse, fino a quando ci sarà una nuova scintilla che farà iniziare la prossima nuova correzione dei mercati internazionali.

BREAK-OUT RIALZISTA – “Pur essendo di fronte a molteplici rischi internazionali, gli indici europei tecnicamente sono pronti ad una gamba rialzista, mentre quelli statunitensi si stanno muovendo in fase laterale con un bias ribassista”. Tale situazione è causata da un indebolimento dell’euro rispetto al dollaro, ma soprattutto dalle politiche di QE che, mentre negli USA sono in fase di conclusione, in Europa potrebbero avere addirittura una potenziale espansione.

FTSE MIB – “L’indice italiano FTSE Mib 40 si è portato a contatto con la media mobile a 200 sedute per la prima volta dal dicembre 2015. Una chiusura giornaliera o addirittura settimanale al di sopra di tali livelli, potrebbe portare ad un movimento verso i massimi prebrexit a 18.000 punti e successivamente verso i massimi di marzo 2016, intorno a quota 19,000. Questi sono obiettivi di natura tecnica, anche se a nostro avviso i rischi di mercato sono di molto superiori al possibile breakout tecnico. Inoltre, qualora gli indici statunitensi dovessero correggere, i mercati europei, gli andrebbero dietro, come accaduto anche in passato”, conclude Compagno.

PERFORMANCE – Dal lancio, avvenuto il 30 maggio 2014, la classe istituzionale del The 1.2 Fund Lux è in guadagno dell’11,3%, rispetto al -1,40% dell’Equity Hedge Index di Hedge Fund Research. Il Fondo, la cui politica di gestione si basa sulla vendita e l’acquisto di opzioni aventi come sottostante il future dello S&P 500, è registrato per la distribuzione retail anche in Italia. I collocatori sono Allfunds, Banca del Fucino, Bpm, Fundstore, Iwbank e Webank.

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