Axa Im: il boom di Trump, implicazioni per il credito

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Se le promesse saranno mantenute nei fatti, allora le forze che hanno mantenuto basse le aspettative sui tassi potrebbero spingere a una revisione al rialzo, spiega Chris Iggo.

Chiara Merico di Chiara Merico11 novembre 2016 | 08:28

BOOM IN ARRIVO – Sta per arrivare il boom di Trump. Se le promesse saranno mantenute nei fatti, e sottolineo se, allora le forze che hanno mantenuto basse le aspettative sui tassi potrebbero spingere a una revisione al rialzo, spiega Chris Iggo, chief investment officer obbligazionario di Axa Investment Managers. Il tema dominante fino ad oggi è stato la stagnazione di lungo periodo: le banche centrali sembrano non riuscire a stimolare la crescita sottostante, né con i tassi negativi né attraverso i piani di acquisti di titoli. Donald Trump vuole raddoppiare il tasso di crescita economica dell’America. Vuole investire in infrastrutture e non disdegna di finanziare tutte queste attività contraendo prestiti, approfittando dei tassi d’interesse ai minimi storici. Potrebbe significare che, nel prossimo anno, la Fed inizi a concentrarsi sulla possibilità di intervenire con maggiori aumenti dei tassi rispetto a quanto annunciato negli ultimi mesi. Assisteremo a un irripidimento della curva dei rendimenti US, a un aumento generalizzato dei rendimenti e a tassi d’inflazione di break-even sul mercato americano dei TIPS nettamente superiori al 2,0%. Questi potrebbero essere i più importanti movimenti macroeconomici nell’universo obbligazionario su un orizzonte temporale di 1-3 anni.

IMPLICAZIONI PER IL CREDITO – Ci saranno fenomeni di “crowding out”, con qualche pressione al rialzo sugli spread. Potrebbe anche aumentare il numero delle emissioni, poiché le società in grado di partecipare come fornitori al boom infrastrutturale cercheranno di raccogliere fondi per finanziare nuovi investimenti. I maggiori proventi connessi alla spesa pubblica sarebbero un fattore positivo anche in questo ambito. Prima o poi, i rendimenti dei Treasury saranno abbastanza alti da offrire una reale alternativa ai rendimenti offerti dal mercato del credito e dal segmento delle obbligazioni High Yield, ma per questo dovremo aspettare ancora un po’. Per il momento, il cambiamento reale dovrebbe riguardare lo spazio dei tassi a termine, per cui lo spread del credito e dei titoli High Yield continuerà ad apparire appetibile agli investitori assetati di rendimento, conclude Iggo.

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