Vontobel, nel 2017 cash is king

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“Il contesto di investimento attuale”, spiega Christophe Bernard, chief strategist di Vontobel, “richiede una sana dose di umiltà, flessibilità e il ricorso consapevole alle liquidità come componente attiva dell’allocazione del portafoglio”

Daniel Settembre di Daniel Settembre15 dicembre 2016 | 10:29

I DUE SCENARI – Archiviato il 2016, cosa ci riserveranno i mercati finanziari l’anno prossimo? Secondo Vontobel nel 2017 “cash is king”. La Brexit e l’elezione di Donald Trump alla presidenza Usa hanno scosso il mondo e, nonostante non ci sia stata nessuna catastrofe, le condizioni per gli investitori sono cambiate radicalmente. “Considerato il peso economico degli Stati Uniti”, spiega Christophe Bernard, chief strategist di Vontobel, “le nostre previsioni per il 2017 dipendono in grande misura dagli sviluppi oltreoceano. Stiamo considerando due scenari: il primo è uno scenario di “reflazione”, che prevede la realizzazione degli aspetti positivi del programma di Trump, come i tagli fiscali e gli investimenti infrastrutturali, e attribuisce solo un’importanza simbolica a quelli negativi, come i dazi doganali e le politiche restrittive di immigrazione. Il secondo è uno scenario di “stagflazione”, in cui le barriere commerciali e le misure anti-immigrazione frenerebbero la crescita, alimentando al contempo l’inflazione”.

ASSET ALLOCATION – Attualmente Vontobel ritiene il primo scenario più probabile ma in ogni caso, “prevediamo che l’aumento dell’inflazione e la politica monetaria più restrittiva spingano al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato e sostengano il dollaro Usa, penalizzando però le attività dei mercati emergenti. Lo scenario di “reflazione” favorisce le azioni, almeno nei settori che beneficiano di un aumento dei tassi di interesse e di un’accelerazione economica. Nel caso opposto, lo scenario di “stagflazione” ha un impatto negativo sui mercati sia obbligazionari che azionari”.

CASH IS KING – Di conseguenza, continua Bernard, Vontobel ha dominuito le posizioni nel debito emergente, aumentato l’impegno nel dollaro Usa e ridotto a neutrale l’esposizione nell’oro. “Manteniamo il nostro sostanziale sottopeso nei titoli di Stato “sicuri” e una posizione neutrale nel segmento azionario. Da evidenziare è soprattutto il notevole aumento della quota di liquidità. Gli investitori non hanno mai dovuto affrontare un ambiente più incerto. Il contesto di investimento attuale richiede una sana dose di umiltà, flessibilità e il ricorso consapevole alle liquidità come componente attiva dell’allocazione del portafoglio”, conclude l’esperto.

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