Hedge – il dilemma performance & dimensioni

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Il dibattito sulla correlazione tra gli asset di un fondo hedge e le sue performance è sempre stato favorevole ai gestori più piccoli e giovani. Oggi uno studio di PerTrac spiega esattamente il contrario.

di Marco Mairate29 maggio 2009 | 09:10

Il vecchio adagio secondo cui i nuovi manager tendono a sovraperformare rispetto i colleghi più vetusti e mastodontici, non sembra più vero. A dirlo l’ultimo studio pubblicato da PerTrac Financial Solutions.

“Il 2008 è stato un anno molto difficile per i gestori hedge di tutte le ‘generazioni’ e ‘taglie’, ma ancora una volta abbiamo notato come i fondi più giovani siano stati in grado di sovraperformare su quelli più anziani, confermando i nostri primi studi” spiega Gerry Mintz, presidente e ceo di PerTrac (foto).

Ciononostante, quando vengono analizzate le performance come funzione della dimensione del fondo, lo studio ha riscontrato un cambio di tendenza rispetto il trend formatosi tra il 1996 e il 2007. Lo scorso anno per esempio, i fondi con meno asset hanno fatto male, mentre quelli più grandi hanno generato rendimenti migliori”.

Lo studio mostra come i fondi più piccoli, in media, hanno generato un rendimento negativo del 17% nel 2008, mentre i fondi di dimensione media e grande abbiano fatto decisamente meglio, con una perdita rispettivamente di 16 e 14 punti percentuali.

Sin dalla comparsa dei primi indici hedge, tra il 1996 e il 2008, i fondi più piccoli hanno sempre performato meglio, con un ritorno annualizzato del 13,05% contro il 9,99% dei fondi di taglia media e il 9,28% per i manager più grandi. Ma se i fondi più piccoli sono quelli capaci di generare le performance migliori, sul fronte della volatilità i manager ‘small size’ pagano rispetto i più grandi. Secondo le rilevazioni condotte su un arco di tempo di 13 anni, la volatilità per i gestori ‘mini’ è stata del 6,96% contro il 5,92% e il 6,05% rispettivamente per quelli di media e grande dimensione.

“Esistono diverse ragioni per spiegare perchè per la prima volta i fondi più grandi hanno sovraperformato i piccoli. A causa delle perdite generalizzate dell’industria,lo scorso anno i fondi hanno subito pesanti riscatti. I fondi più grandi generalmente hanno però più cash da parte e possono ricorrere con maggior facilità a linee di credito addizionali rispetto i fondi piccoli, cosa che gli ha permesso di gestire meglio le richieste di riscatto e non danneggiare troppo le performance del portafoglio”.

Sempre secondo la società, il recente crash del mercato ha provocato una sorta di “fly to quality” tra gli investitori, cosa che ha generato maggior interesse verso i gestori più grandi ritenuti,più affidabili.

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