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Private Equity - Freno a mano in discesa per l'Italia

di    Fabio Coco  (tutti i suoi articoli)

Ultimo aggiornamento : 06-07-2009 13:30
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La crisi non ha frenato il mercato italiano delle fusioni ed acquisizioni. Nonostante un calo rispetto ai livelli pre crisi, il mercato italiano è stato caratterizzato da grandi operazioni, per un totale di 7,5 milioni di euro. La discesa, in sostanza, sta rallentando nei controvalori.

Nel primo trimestre 2009, il mercato M&A italiano è stato caratterizzato da importanti deal, tuttavia frenando il proprio passo, anche se la discesa ha tirato il freno a mano, almeno per quanto riguarda i controvalori. Come spiega il rapporto KPMG Corporate Finance IL, nel corso dei primi sei mesi sono state chiuse operazioni per 23,5 miliardi di euro, in diminuzione del 24% rispetto ai 31 miliardi del primo semestre 2008 e del 64% rispetto ai 66 miliardi del 2007. In forte contrazione, però, il mercato in termini di numero di operazioni: solo 78 operazioni contro le 181 del primo semestre 2008, con un calo del 57%.

In questo primo scorcio del 2009 sono soprattutto i “large Corporate” (Enel, Eni, Fiat, Generali) che sostengono il mercato con operazioni di “sistema”. Grazie all’attivismo dei campioni nazionali, si registra un aumento della taglia media delle operazioni che passa dai 170 milioni di euro del primo semestre dello scorso anno ai 300 milioni di euro del primo semestre 2009.

In questa prospettiva, il mercato sembra aver intrapreso una prima fase di riallineamento rispetto ai valori registrati nel 2007 (che si aggiravano sui 350 milioni di euro), quando il mercato M&A non era ancora stato toccato dalla crisi. Il settore Energy & Utilities gioca la “parte del leone”, con ben 3 operazioni sopra il miliardo di controvalore: si tratta di Enel – Endesa (9,6 miliardi di euro per il 25%), Gazprom OAO – JSC Gazprom Neft (accordo siglato con Eni: 3,1 miliardi di Euro per il 20%) ed Eni – Distrigas (1,9 miliardi di Euro per il 41,6%).

Sempre con riferimento al settore Energy & Utility e guardando alle operazioni annunciate, ma non ancora formalmente chiuse, la “pipeline” rimane interessante: l’acquisizione da parte di Snam Rete Gas del 100% di Stogit e Italgas rispettivamente per 1,6 e 3 miliardi di euro; la cessione di SeverEnergia da parte di Eni ed Enel alla russa Gazprom per 1,1 miliardi di euro; la cessione del 66% di Terna Participacoes (Brasile) da parte di Terna per circa Euro 809 milioni; la cessione di Enel Rete Gas ai fondi F2i ed Axa Private Equity per 480 milioni di euro. Fuori dal perimetro dell'energia, in “rampa di lancio”, ci sono le OPA su Banca Italease da parte del Banco Popolare (per circa 175 milioni di euro), e quelle promosse su Management & Capitali e IPI. Complessivamente vi sono operazioni per un controvalore di quasi 7,5 miliardi di euro, senza considerare le operazioni più piccole.

Max Fiani, partner KPMG Corporate Finance, ha dichiarato: “In questa fase, si muovono soprattutto le grandi società, che hanno meno difficoltà a trovare finanza a supporto di progetti industriali. Per le imprese medio-piccole è più complesso reperire le risorse finanziarie per operazioni di acquisizione, per cui si registra un certo attendismo aspettando che il quadro si normalizzi. Il settore finanziario, che storicamente ha guidato il mercato M&A italiano, è ancora impegnato prevalentemente in operazioni di rafforzamento patrimoniale o in attività di riorganizzazione”.



Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


Tag
private equity - Italia



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