Al ballo delle debuttanti solo fondi riservati

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Due nuove società e patrimonio in crescita oltre il 10%. Sono questi i dati ufficiali di Assogestioni sul mercato immobiliare italiano. Nessuna crisi all’orizzonte, anzi…

di Redazione26 maggio 2008 | 07:58
In Italia l’investimento in fondi immobiliari non si arresta, anzi. A differenza del difficile momento che sta attraversando il mondo del mattone il segmento dell’investimento indiretto continua a mietere buoni risultati.

Nella seconda metà del 2007 si è rafforzato su tutti i fronti: patrimonio, flussi di raccolta, numero di società, numero di fondi e attività. E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Assogestioni nel commento relativo al secondo semestre sul mercato nostrano. Il patrimonio, forte di flussi di raccolta lordi superiori a 1,4 miliardi e della rivalutazione del portafoglio, ha messo a segno un incremento superiore al 10%, rispetto a giugno del 2007, portando il valore dei propri asset a quota 19,1 miliardi.
 

Nei sei mesi di riferimento hanno fatto il loro ingresso sul mercato due nuove società: Castello SGR e Zero SGR. Sono, inoltre, diventati operativi 15 nuovi fondi riservati, di cui 14 costituiti mediante apporto e uno in modo ordinario. In tutto il 2007, complessivamente sono diventati operativi 29 nuovi fondi.
 
E per Giampiero Schiavo (nella foto, ndr), amministratore delegato di Castello SGR, l’esperienza in questo settore è stata molto positiva, poiché la società si è subito occupata di alcune nicchie di mercato: «la prima ha riguardato il settore dello sviluppo. Con il fondo Clesio nei prossimi cinque anni ci occuperemo della riqualificazione dell’ex area Michelin di Trento, mentre la seconda ha riguardato il mercato alberghiero turistico, dove con Cosimo I abbiamo acquisito due strutture alberghiere in Toscana, con annesso centro termale». 


Diversa invece l’avventura di Zero SGR che si è presentata sul mercato con fondi speculativi innovativi dedicati a investitori qualificati, italiani ed esteri, che già ad aprile ha realizzato il primo closing per il fondo Sette, che ha raccolto 70 milioni mediante l’apporto di alcuni hotel di lusso, situati a Capri, Roma e Taormina. E per l’a.d., Paolo Scordino, «la prospettiva è quella di fare nuovi closing, tra cui l’acquisto di un immobile di pregio a Roma, che sarà trasformato in un hotel, per portare il fondo entro fine anno, a quota 200 milioni».
Tornando ai dati, il patrimonio investito in fondi retail è stato pari a circa 7,4 miliardi, un dato equivalente al 38,5% degli asset complessivi. Mentre per i fondi riservati si è registrata un’ulteriore crescita che ha portato questa tipologia di fondi a rappresentare il 61,5% del patrimonio complessivo, per un valore di oltre 11,7 miliardi. Sono state positive anche le attività, che si sono attestate a quota 31,4 miliardi, con un incremento superiore al 9,6% rispetto a giugno. Un risultato frutto anche del crescente ricorso alla leva.
E su questo punto, Schiavo punta a sviluppare la sua SGR, visto che a breve otterrà da Banca d’Italia l’autorizzazione anche alla gestione speculativa di fondi immobiliari.
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