Vi invitiamo a investire nei fondi hedge puri

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Merrill Invest. E’ questo il nome della nuova piattaforma offerta da Merrill Lynch agli investitori istituzionali e retail. La piattaforma, che mira a integrare un’offerta tradizionale con una più “alternativa”, entro gennaio 2009 potrà contare su una quindicina di accordi con gestori di hedge fund puri. Alvise Munari, managing director di Merrill Lynch International spiega la strategia e i criteri per selezionare i nuovi partner della società.

di Redazione30 settembre 2008 | 12:30
Portate in Italia una piattaforma che offre una gestione alternativa, basata sui single manager. Cosa rende l’offerta più appetibile rispetto all’investimento diretto in hedge?
Rispetto agli altri single manager, gli hedge puri inseriti nella nostra piattaforma dovranno adempiere a tutti gli obblighi dei fondi armonizzati: limiti di concentrazione, regole sull’uso della leva e non solo. Inoltre, investendo tramite la nostra piattaforma non si corrono rischi di frode. E’ vero che offriamo esclusivamente single manager (e per lo più single strategy), ma inserendoli in un contesto “regolato” evitiamo il rischio di “buchi neri”. Inoltre, i nostri fondi offriranno una liquidità almeno settimanale, mentre la stragrande maggioranza dei fondi hedge presentano una liquidità inferiore, finanche annuale.
 
Merrill Invest prevede anche gestioni inidiciali, strutturate e quantitative. Un’offerta più tradizionale. Perché inserire gli hedge fund?
Merrill Lynch è un grosso prime broker e vanta una comprensione eccellente del funzionamento degli hedge fund. Ne seguiamo le operazioni e siamo in grado di replicarne i portafogli in tempo reale. Dal momento in cui la Ucits III ha permesso di introdurre nella gestione armonizzata l’uso dei derivati e della leva, e quindi di trasportare le tecniche della gestione hedge dal formato off al formato on shore, abbiamo deciso di sfruttare le nostre competenze in ambito “alternativo”. Ci siamo resi conto di essere nelle condizioni di poter individuare un numero di gestori hedge di alta qualità le cui tecniche di gestione si prestano per tipo di strumenti, leva, liquidità a essere trasportati in un contesto armonizzato, e di poter creare così fondi Ucits III passaportabili e fruibili anche dal retail.
 


In base a quali criteri selezionate i gestori?
Quello che vogliamo creare è una piattaforma che contiene un numero di prodotti limitati ma di qualità: strumenti facili da spiegare, da implementare e soprattutto originali. Nella selezione dei partner ci poniamo il problema di poter avvicinare un investitore “non hedge” al mondo “alternativo”. In secondo luogo individuiamo le strategie che possono essere implementate fedelmente in formato Ucits III. Non vogliamo offrire versioni annacquate degli hedge fund originali, ma la copia carbone del fondo off shore da noi selezionato, naturalmente con gli aggiustamenti necessari al contesto Ucits III e al mercato. La prima partnership è stata siglata con Marshall Wace, che ha sviluppato sei-sette anni fa una tecnica di gestione rivoluzionaria e che si presta molto bene al formato Ucits. In particolare il gestore utilizza solo strumenti molto liquidi, fa un uso limitato della leva, ma ha un beta relativamente elevato. Lavorando con il manager abbiamo prodotto una versione del fondo market neutral, con alla base lo stesso motore dell’originale. 
 
E dopo Marshall Wace?
A noi interessa sviluppare una quindicina di accordi. Ad oggi, abbiamo altre quattro partnership siglate e che dovrebbero dare la luce a nuove offerte entro la fine di settembre. I fondi sono ancora in via di approvazione presso il regolatore lussemburghese. Poi contiamo di siglarne altre 4/6 per gennaio 2009. A quel punto la piattaforma potrà essere considerata completa. Quelli che lavorano con noi devono essere sufficientemente sicuri della qualità del loro alpha e disposti a pubblicare il nav tutti i giorni. Avere il coraggio di far conoscere sempre al cliente quello che succede. 
 
Vi riproponete nell’asset management dopo aver ceduto la divisione a BlackRock. Come cambiano i vostri rapporti con quest’ultima società?
Abbiamo creato una piattaforma che prevede accordi con i gestori, per distribuire i loro fondi tra gli investitori istituazionali e, in alcuni casi, anche al retail. Questa è un’attività che BlackRock non farebbe mai, in quanto gestore. In ogni caso, lo sviluppo della piattaforma è stato pensato prima della vendita di Merrill Lynch Investment Management a BlakcRock. Originariamente l’idea era avvicinare le due attività: la gestione tradzionale da un lato e quella alternativa e strutturata dall’altro. Non vedo contrapposizioni. 
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