Le price action confermano assenza di trend

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Il motivo principale della ricaduta del biglietto verde ieri è dovuto evidentemente alla correlazione con i mercati azionari, l’S&P infatti ha chiuso in territorio positivo dell’1.2% alimentando nuovamente una ripresa delle divise “finanziarie”.

di Redazione31 luglio 2009 | 06:45

Ancora una volta, quando sembrava che le price action potessero dare una svolta ad un mercato ancora ampiamente in trading range, eccoci qui a commentare l’ennesimo fuoco di paglia segnalato dalle price action e a ribadire che almeno per il momento, ciò che avevamo ipotizzato ieri per quel che riguarda un eventuale movimento strutturale di recupero del biglietto verde, è stato ampiamente negato.
Questo non significa che ciò non accadrà, anche perché le nostre analisi sono state fatte su time frame e grafici di medio termine, e accettando il fatto che il dollaro potesse anche correggere al ribasso nel brevissimo termine dopo i recenti guadagni, ma adesso ci troviamo vicino ai supporti cruciali per l’ennesima volta e qui comincerà la partita che andrà a terminare tra la fine di Agosto e il mese di Settembre.
Il motivo principale della ricaduta del biglietto verde da ieri a oggi è dovuto evidentemente alla correlazione con i mercati azionari, l’S&P infatti ha chiuso in territorio positivo dell’1.2% alimentando nuovamente una ripresa delle divise “finanziarie”. La sterlina è salita, così come l’Euro e il dollaro neozelandese, anche se questi recuperi per il momento appaiono parziali e insufficienti.
In ogni caso meglio aspettare ancora la pubblicazione dei dati Usa di oggi sul Pil del secondo trimestre, atteso in calo dell’1.5% e soprattutto segnaliamo le dichiarazioni di un rappresentante del Fondo Monetario Internazionale che ha messo in guardia dall’eccessivo ottimismo in quanto le manovre di Quantitative Easing hanno messo in pericolo i bilanci degli Stati e la loro posizione fiscale. Temi da non sottovalutare e che potrebbero riportare tensione sui mercati. Per quel che riguarda gli altri paesi , segnaliamo i dati sui prezzi al consumo in Giappone, scesi addirittura dell’1.7% nel mese di giugno, mentre la produzione industriale, dopo mesi e mesi di declino è salita del 2.4%, un dato comunque inferiore alle attese. Notizie interessanti anche dalla Nuova Zelanda, dove la Banca Centrale ha lasciato invariati i tassi al 2.5% e in una dichiarazione successiva ha espresso preoccupazione per il livello, definito eccessivamente alto, del dollaro neozelandese contro la divisa Usa. Livello che, secondo i responsabili della Banca Centrale, non aiuta la ripresa economica.

Per quanto riguarda il quadro tecnico di Eurusd, segnaliamo l’arrivo dei prezzi vicino ad un’area di resistenza importante, dove intervengono fasce di oscillazioni precedenti che ora fungono da resistenze e che potrebbero respingere i prezzi nuovamente al ribasso. Interessante sarà osservare i movimenti dei prossimi giorni e capire soprattutto se nei grafici giornalieri e settimanali si andranno a chiudere quelle divergenze che sono emerse in settimana. Stasera ne avremo la conferma, ricordando che oggi è fine settimana e fine mese, solitamente si assiste a chiusure di posizioni.

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