Fine della storia, Opel va a Magna

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Magna e Opel hanno trovato l’accordo. L’ufficialità verrà comunicata settimana prossima; cruciale, ancora una volta, il sostegno del governo tedesco e dei sindacati. Ma intanto Fiat ottiene ottimi risultati sul fronte della fiducia degli investitori.

di Matteo Chiamenti14 agosto 2009 | 08:00

Dopo il successo della trattativa con GM erano diverse le voci che ipotizzavano un futuro e probabile “impero” automobilistico di Fiat; Opel appariva una semplice formalità in vista di ulteriori conquiste future. Ad agosto, possiamo dirlo, tutto questo è svanito.

Manca infatti solo l’ufficialità, ma è praticamente sicuro che la Ruesselsheim finirà sotto il controllo della coppia Magna-Sberbank, per il 55% del capitale. Un finale di vicenda, annunciato dal co-ceo della cordata Siegfried Wolf, che accontenta pienamente le autorità di Berlino, non ultima Angela Merkel che aveva già avuto modo di affermare il proprio sostegno a Magna.

Una sconfitta per l’Italia? La fine dei sogni di gloria? Non esattamente. Molti hanno bollato le posizioni del Lingotto come troppo rigide, ma evidente questa fermezza è servita a ribadire la solidità del gruppo; perché gli aut aut sono parole solo per chi sa di essere forte. Non per nulla ieri, in seguito alla notizia dell’accordo Magna Opel, il titolo Fiat è balzato fino al +5,32% (la miglior performance nel settore auto, miglior risultato da ottobre 2008), evidente sentore che gli investitori mal consideravano un possibile ritorno in auge della trattativa. Come insegnano spesso i genitori, i no fanno anche crescere.

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