Parmalat, respinte accuse su Bank of America

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Il giudice di Manhattan ha respinto le accuse presentate dall’azienda parmigiana sulla consapevolezza dell’istituto americano della bancarotta del 2003.

di Fabio Coco21 settembre 2009 | 12:30

Lewis Kaplan, giudice federale del tribunale di Manhattan, ha respinto venerdì sera i tre ricorsi contro Bank of America, Grant Thornton LLP e Grant Thornton International formulati da parte di Parmalat, in base all’eccezione di “in pari delicto” sollevata dalla società di revisione, ritenute corresponsabili del crack del 2003.

In particolare, il giudice ha concesso diritto sommario, ossia una sorta di processo per direttissima, a Grant Thornton LLP e a Grant Thornton International, in base all’eccezione di «pari delicto» sollevata dalla stessa società di revisione. Secondo Kaplan, non vi sono state prove a sostegno del fatto che Bank of America e Grant Thornton disponessero di informazioni riguardanti la bancarotta dell’istituto di Bondi nel 2003.

Tra il 1996 ed il 2003, infatti, i manager di Bank of America supportarono finanziariamente Parmalat per oltre 1 miliardo di dollari, seppur consci della posizione nella quale si trovava l’azienda di Tanzi, ha sostenuto l’accusa. Tale circostanza altro non fece che aumentare l’indebitamento di Parmalat e rimandare l’emersione del dissesto in atto.

La società di Collecchio ha annunciato che ricorrerà in appello, in quanto “ritiene che la decisione sia errata”, come si apprende da una nota societaria.


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