Trader online alla riscossa

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“La crisi dei mercati finanziari, riducendo la ricchezza nozionale, ha ridotto il capitale a disposizione dei singoli investitori” secondo quanto spiega a Soldi l’ingegner Mario Fabbri, amministratore delegato di Directa Sim, pioniera del trading online in Italia essendo nata nel 1995.

di Redazione30 ottobre 2009 | 12:00

di Luca Spoldi

“Anche perché – aggiunge Fabbri – raramente l’investitore retail ha gli strumenti e la possibilità di effettuare previsioni migliori degli investitori istituzionali, che pure hanno sofferto in questo periodo”.
Tuttavia “già dallo scorso febbraio-marzo, prima che i mercati toccassero il fondo, abbiamo notato un discreto flusso di nuovi clienti in arrivo”. Un ritorno d’interesse confermato anche da Marco Briata, responsabile prodotti di trading di FinecoBank, leader italiano con una quota di mercato dell’8,61% come eseguiti e del 8,40% per volumi intermediati nel 2008 sul segmento azioni Italia (dati Assosim). “Anche dal nostro osservatorio notiamo che stanno emergendo nuovi clienti” spiega il manager. Qual è il cliente tipo che si avvicina al trading online in questi mesi? “Nel caso di Directa notiamo una buona fetta di “neofiti”, in larga parte delusi dagli strumenti gestiti, accanto a investitori “veterani” che approdano a Directa dopo altre esperienze” spiega Fabbri. “Agli investimenti online si stanno avvicinando quegli investitori che operano in maniera non professionale ma costante e che rappresentano una percentuale consistente del mercato” puntualizza Briata. “Dopo aver sofferto coi mercati in calo, WeBank da inizio anno ha visto aumentare del 15% la propria base clienti. Quanto al settore, che stia attraversando una fase di concentrazione è un dato di fatto” spiega Stefano Cioffi, responsabile trading e investimenti WeBank, “tuttavia siamo convinti che in futuro vi sarà spazio per almeno 4-5 intermediari, in grado di differenziare la propria offerta e il proprio approccio al cliente”.
Anche perché, ricorda Cioffi, ad oggi in Italia sono 5 milioni i clienti che operano online, su 13 milioni di persone che ricorrono all’e-banking, a fronte di 30 milioni di conti correnti complessivi. Migliorando le infrastrutture e crescendo l’uso di internet, difficile pensare che tali numeri non siano destinati a salire.

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