In arrivo una nuova trappola per la liquidità delle banche?

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L’agenzia di rating Moody’s ha recentemente stimato che entro il 2012 ci saranno 3.700 miliardi di euro di obbligazioni in scadenza da parte delle Banche dell’euro zona. Axel Weber (nella foto), presidente della Bundesbank ha da poco affermato che le Banche Europee “si devono preparare all’exit strategy e… presto la Bce annuncerà i termini di uscita”.

di Redazione3 dicembre 2009 | 10:00

di Alessandro Santoni
 
Proprio la scorsa settimana il Governatore della Banca Centrale della Grecia ha esortato le banche locali a diminuire il prima possibile il ricorso alla raccolta presso la BCE che solo per le prime 3 banche ammonta a 20 miliardi di euro. Sono in molti quindi a scommettere che per il 2010 il problema delle banche Europee sarà la posizione di liquidità. Tuttavia in pochi ancora hanno segnalato il possibile impatto che le Banche Centrali potrebbero avere sulla posizione di liquidità delle principali banche europee se solo imitassero la recente iniziativa della Banca Centrale della Nuova Zelanda (RBNZ). Le misure adottate dalla RBNZ sembrano anticipare un criterio che secondo molti broker (tra cui Credit Suisse) potrebbe presto essere adottato presto anche da molte banche centrali europee in primis dalla Banca Centrale Inglese. L’impatto sarebbe rilevante e stimabile in 1.100 miliardi di euro di nuova liquidità necessaria solo per le prime 24 principali Banche Europee. Il meccanismo di calcolo della RBNZ si basa sulla seguente metodologia: la raccolta che viene definita “core” diverrebbe solo quella retail (con limite al 90% per la raccolta retail con scadenza inferiore ai 12 mesi) mentre per quella istituzionale (wholesale) verrebbe considerata core solo quella con durata maggiore dei 12 mesi. La RBNZ ha posto quindi un limite nel rapporto tra “core funding” e attivi delle banche al 70%. Se tale metodologia venisse applicata per le principali 24 Banche Europee, il cui rapporto medio tra core funding e attivo è del 62%, ci sarebbe un bisogno di liquidità pari ad almeno 1.100 miliardi di euro e un potenziale costo addizionale (calcolato come potenziale costo aggiuntivo per raccogliere tale liquidità mancante) di 9 miliardi di euro.
Le Banche francesi e belghe sarebbero quelle con i maggiori bisogni di liquidità avendo un rapporto tra core funding ed attivo pari al 42% per le belghe, e tra il 50 e 57% per le maggiori francesi.
Le banche Italiane, grazie ad una raccolta retail superiore a quella delle altre Banche EU e con un rapporto core funding/attivi tra i migliori in Europa (superiore al 64%), sarebbero quelle con il minor bisogno di liquidità aggiuntiva. Alla fine se il pericolo di nuove regolamentazioni sulla liquidità si concretizzasse, non improbabile considerando che i maggiori fallimenti delle principali Banche sono avvenuti negli ultimi due anni a causa della mancanza di liquidità e non per mancanza di capitale, per le Banche Europee oltre ai 3.700 miliardi di euro in scadenza nei prossimi due anni occorrerebbero altri 1.100 miliardi.

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