Stessa arroganza, stessi bonus, stessa finanza. Dubai insegna

A
A
A

Penso che molti piccoli imprenditori di casa nostra guardino con una certa invidia gli azionisti di Nakheel, la holding di controllo di Dubai World, la società immobiliare dell’emirato che, a sorpresa (ma non troppo, perché pare, a leggere il Financial Times, che i bene informati abbiano fatto al solito buoni affari),…

di Redazione4 dicembre 2009 | 15:15

di Pompeo Locatelli

ha annunciato che non sarà in grado di far fronte ai debiti in scadenza il prossimo 14 dicembre proponendo una moratoria unilaterale di sei mesi. Che bello poter trattare le banche in questo modo, si sarà detto più di un Brambilla. Ma non è che lo sceicco si sia comportato in maniera molto diversa da un immobiliarista di casa nostra.
Il miraggio di affari ad altissimo rendimento speculativo ha spinto i banchieri nostrani a credere nella possibilità di creare un’altra via Montenapoleone in quel di Rogoredo, con appartamenti da vendere a 8-10 mila euro al metro quadro.
Il miraggio del deserto, ben più ambizioso, consisteva nel fatto di credere che la domanda di appartamenti di lusso sulle rive del Golfo fosse sufficiente a riempire centinaia di grattacieli lussuosissimi (e costosissimi) ad un passo dalla pista da sci artificiale costruita sotto il cielo del deserto (e che, alla faccia dell’effetto serra, consuma più energia di tutta la Danimarca). La fragilità del boom saltava all’occhio anche ad un semplice osservatore: fino alla primavera del 2008 era sufficiente versare il 5% del valore per acquistare un loft da rivendere poi (prima del saldo, of course) con profitto. Tutto, insomma, consigliava di stare alla larga o, comunque, di ridurre l’esposizione verso quest’area rovente della speculazione. Ma le grandi banche internazionali non l’hanno fatto. O, più probabilmente, non l’hanno potuto fare perché quei titoli tossici non li voleva nessuno. Eppure si tratta di quei celebrati Islamic Bond (obbligazioni modellate sul Corano che proibisce ai fedeli di incassare interessi) che hanno fatto la fortuna dei consulenti e degli “esperti” delle banche d’affari. La morale?
La finanza resta guasta. Le riforme sono al punto di partenza, i bonus e l’arroganza dei banchieri è, se possibile, ancor più vergognosa. E nessuno si sognerà di bussare alla porta dell’Emiro Saeed Al Maktoum per dirgli: “Scusi, eccellenza, ma dovrebbe rientrare: sa, c’è Basilea 2”.

Questo e altri articoli li puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

I vip scomparsi che guadagnano di più

Per BMPS l’offerta è “garantita”

L’Oreal, si allunga la lista dei beneficiati da madame Bettencourt

Hedge, nel 2010 gli operatori torneranno a raccogliere

Le banche temono il cartellino rosso

Performance a due cifre per i gestori

Tempi lunghi per le obbligazioni

Fondi: solo uno doppia il benchmark

Un modello anti-crisi

Il Maltese falcon alla fondatrice di Ikos

Si riaccendono gli spot sulle dismissioni di Stato

Il pretesto che tutti aspettavano

New York Appartamento di Lloyd Blankfein in vendita per 13,5 mln di dollari

Nel mirino c’è l’Europa

Quanto vale il bene rimpatriato

Lapo Elkann lancia “I Spirit”, la vodka made in Italy

Come sarà la nuova “Anima”

Con un solo gestore

La sterlina perde il suo appeal Bond people sempre più delusi

È necessaria una scelta di campo chiara come quella di Poste Italiane

Bombe rosa sul 2010

La crisi e la regolamentazione

Trust o non trust?

Fondi pensione, gli operatori ci credono

Un vantaggio per gli investitori

US Small cap per sovraperformare i mercati

Dietro l’andamento dell’oro lo StreetTraks Gold Shares

Fideuram, l’Ipo piace di più

Sedex-Etc, una faccia una razza

In arrivo una nuova trappola per la liquidità delle banche?

Anche BancoPosta non potrà evitarla

Arriva la ripresa. Ma è jobless

Replicanti d’assalto

Ti può anche interessare

Piazza Affari: Ubi Banca e Unipol brillano, assieme a Fca

Indici che chiudono attorno ai valori di ieri. Ma sotto l’apparente calma la volatilità impazza c ...

Brexit, opportunità e rischi dell’azionario Uk

Un'analisi della borsa britannica, dopo lo shock del referendum che ha stabilito l'uscita dall'Ue. ...

Paolo Fiorentino è il nuovo numero uno di Banca Carige, ma il titolo cala in borsa

BANCA CARIGE NON BRILA IN BORSA – Banca Carige in calo dell’1,32% in tarda mattinata a Milan ...