La sterlina perde il suo appeal Bond people sempre più delusi

A
A
A

Non è un buon momento per la Gran Bretagna. La sterlina ha perso negli ultimi anni pesantemente nei confronti dell’euro, le banche inglesi nel 2008 sono state toccate duramente dalla crisi per non parlare poi dei casi disperati, come la Royal Bank of Scotland, esposta oggi più di ogni altra al fenomeno Dubai.

di Redazione9 dicembre 2009 | 14:30

di Paolo Brambilla

Ora la Confederazione degli Industriali britannici ha dichiarato che due terzi dei propri associati non prevede un miglioramento del credito da parte delle banche nei confronti delle imprese, con la conseguenza che buona parte di essi si accinge a ridurre il ricorso ai finanziamenti nel 2010.
In altri Paesi questa difficoltà delle banche ad erogare denaro è stata ben aggirata dalle aziende con una maggiore emissione di corporate bonds, ma purtroppo la Gran Bretagna costituisce un importante mercato europeo per le azioni, non per le obbligazioni. Rispetto al suo Pil i corporate bonds valgono solo per il 16%. Neanche da confrontare con la situazione degli USA, ma neanche con Francia o Italia, per esempio, che contano più del doppio della Gran Bretagna nei rispettivi mercati obbligazionari (la Cina da sola sta emettendo un importante prestito della durata di 50 anni e perfino la Corea sta per lanciarsi in nuove emissioni).
Il Governatore della Banca d’Inghilterra, tanto per chiarire, dato che non crede in una particolare ripresa dell’economia nel suo Paese, prevede invece che gli occorreranno due o tre anni per liberarsi dei bonds che è stato costretto ad acquistare nel 2008. Per tutti questi motivi, probabilmente, le emissioni in sterline inglesi non riscuotono particolare interesse sui mercati internazionali. Questa settimana assistiamo a tre emissioni: una del Council of Europe (sovranazionale) e due di aziende inglesi, Mark & Spencer, ben nota anche agli italiani per i suoi grandi magazzini londinesi, e una utility, la Wales & West, uno dei maggiori distributori di gas del Paese.
Ebbene, con le premesse che abbiamo posto poco fa, vale la pena di sottoscrivere prestiti che rendono in sterline uno scarso 2,61% a 4 anni (Council of Europe), un 5,125% a 7 anni (Wales & West), un 6,16% a 10 anni (Mark & Spencer)?
Non direi, salvo che siate i soli a pensare in una grande ripresa della sterlina contro l’euro.
Poche novità sul fronte delle emissioni in dollari: una World Bank, ottima tripla A, che però logicamente retribuisce molto poco i propri sottoscrittori (1,97% a 4 anni), poi uno dei piccoli Stati del Centro-America (El Salvador 7,51% a 10 anni), con tutte le cautele del caso, visto che la sua situazione economica è quasi al collasso.
E per finire, perché la fortuna è cieca, ma la sfortuna ci vede benissimo, tra gli emittenti c’è anche la Royal Bank of Scotland così drammaticamente toccata dalla crisi del Dubai. Lasciamo stare, non è il momento.
Un po’ meglio ci si può muovere sulle emissioni in euro, senza però trovare quegli spunti delle scorse settimane. Tutto sommato meglio restare in Italia con Lottomatica che promette un buon 5,46% con scadenza 2016 piuttosto che accontentarsi del 3,14% di KFW per la stessa scadenza (benché effettivamente qui si parli di una tripla A). Chi saggiamente preferisce investire a breve, deve accontentarsi di ricavarne poco: segnaliamo le Banques Populaires Caisses D’Epargne. Niente di straordinario, solo un 2,78% per 3 anni.

Questo e altri articoli li puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

I vip scomparsi che guadagnano di più

Per BMPS l’offerta è “garantita”

L’Oreal, si allunga la lista dei beneficiati da madame Bettencourt

Hedge, nel 2010 gli operatori torneranno a raccogliere

Le banche temono il cartellino rosso

Performance a due cifre per i gestori

Tempi lunghi per le obbligazioni

Fondi: solo uno doppia il benchmark

Un modello anti-crisi

Il Maltese falcon alla fondatrice di Ikos

Si riaccendono gli spot sulle dismissioni di Stato

Il pretesto che tutti aspettavano

New York Appartamento di Lloyd Blankfein in vendita per 13,5 mln di dollari

Nel mirino c’è l’Europa

Quanto vale il bene rimpatriato

Lapo Elkann lancia “I Spirit”, la vodka made in Italy

Come sarà la nuova “Anima”

Con un solo gestore

È necessaria una scelta di campo chiara come quella di Poste Italiane

Bombe rosa sul 2010

La crisi e la regolamentazione

Trust o non trust?

Fondi pensione, gli operatori ci credono

Stessa arroganza, stessi bonus, stessa finanza. Dubai insegna

Un vantaggio per gli investitori

US Small cap per sovraperformare i mercati

Dietro l’andamento dell’oro lo StreetTraks Gold Shares

Fideuram, l’Ipo piace di più

Sedex-Etc, una faccia una razza

In arrivo una nuova trappola per la liquidità delle banche?

Anche BancoPosta non potrà evitarla

Arriva la ripresa. Ma è jobless

Replicanti d’assalto

Ti può anche interessare

Classifiche Bluerating: Old Mutual GI in testa tra i fondi della categoria Azionari Nord America

Secondo le analisi di Bluerating basate su fondi della categoria Azionari Nord America , il migliore ...

Giornata ricca di tensione per le borse europee e Wall Street

OGGI TROPPE INCERTEZZE PER LE BORSE – L’incertezza geo-politica torna a pesare sui listini a ...

Banca Carige in rosso a Piazza Affari, nonostante conti migliori del previsto

NON BASTA LA TRIMESTRALE A CARIGE – Banca Carige in netto calo in avvio di giornata a Piazza A ...