Si riaccendono gli spot sulle dismissioni di Stato

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Via alle aste dei beni confiscati alla mafia per eliminare i costi di manutenzione. Via alla vendita di molto altro mattone di stato. Via alla cessione di ulteriori partecipazioni pubbliche, alla privatizzazione di altri servizi.

di Redazione11 dicembre 2009 | 12:00

di Julia Giavi Langosco

 Con il debito che affonda sempre più i denti nel collo della finanza pubblica, si riaccendono gli spot sulle dismissioni.  Anzi al ministero del tesoro, nel team che lavora per Giulio Tremonti,  c’è già chi sta studiando la disposizione delle scrivanie per una nuova direzione che dovrà occuparsi delle vendite e pure della cartolarizzazione di una parte consistente di prossime operazioni. Ma sull’argomento insorge La Repubblica  parlando di nuova “torta-liberalizzazioni”.  SOLDI ha messo virtualmente faccia a faccia due economisti schierati su fronti opposti, Benedetto Della Vedova, deputato in quota Pdl e Nicola Rossi, senatore del Pd. Ne emerge che, ohibò, pur consapevoli che la materia è di quelle da far imbufalire non pochi ex-esponenti di An da una parte e almeno altrettanti rappresentanti degli ex-Ds dall’altra, i due,  incuranti del rischio di inciucio, su aspetti non marginali la pensano allo stesso modo.

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