Fiducia e Consolidamento

A
A
A

L’euro oggi apre in range ma sembra avere un po’ di brio rimasto. Nella notte abbiamo toccato 1,4300 ma ora sembra voler superare la sua resistenza.

di Redazione30 dicembre 2009 | 08:00

Siamo giunti al penultimo giorno dell’anno, gli ultimi colpi di questo 2009 che ci ha portato non poche sorprese. Inevitabile, comunque, rimandare i migliori auspici per l’anno nuovo: anche con le difficoltà, con la disoccupazione al livello più alto del dopoguerra qui in Europa oltre che negli USA, non lasciamo che i media con la loro negatività pervada anche le nostre tavole e le nostre case. Un po’ come la raffigurazione dell’assistente di Scrooge di Charles Dickens, come riproposto ultimamente: di umili origini, non si risparmia a festeggiare il Natale (nel nostro caso Capodanno) e mette di buon umore tutta la famiglia. Il momento attuale non è che una fase del ciclo economico, e siamo arrivati in fondo – o almeno così sembrerebbe  dai dati della disoccupazione USA. Ancora nell’economia reale vengono persi posti lavoro, ma ad un ritmo decrescente; sarà vero pure che dobbiamo aspettarci un ritracciamento dell’Equity (S&P 500 e Dow in primis) nel 2010 ma c’è molta più speranza di quanto non si pensi: le aziende che sopravvivono alla recessione avranno più risorse e più voglia di consolidarsi e di fare meglio di prima perché (in parte) il campo dei competitor sarà ridotto. Le recessioni fanno parte del ciclo darwiniano dell’economia: solo i più forti sopravvivono. Quindi fiducia, positività e mente aperta – ecco gli ingredienti giusti per iniziare questo 2010 nel miglior modo possibile…e magari con delle bollicine di qualità per festeggiare. A proposito di fiducia, il Consumer Confidence ieri è uscito migliore delle attese al livello più alto da quando, 2 anni fa, la recessione è iniziata (siamo a 75,6) e anche il Conference Board Sentiment è uscito a 52,9 in Dicembre – in linea con le attese. I consumatori USA hanno più fiducia nel futuro e sono ben consapevoli delle condizioni correnti (valutazione ai minimi degli ultimi 26 anni). Dunque ancora pressione sulla spirale prezzi-salari che riflette il disagio provocato dal mercato del lavoro. Del resto come dicevamo tempo fa, il consumatore americano deve riprendere le sue origini europee e costruirsi una fetta di risparmio che faccia da cuscino per questi momenti.  Invece nel Nord America si tende a spendere sulla base del valore della propria casa, perché tendenzialmente “il mattone sale sempre”. Come nei test di scuola guida, quando un consulente finanziario, una testata giornalistica o un guru dice “sempre”, “in ogni caso”, oppure “mai”, è quasi 100% sbagliato. In effetti la ripresa nell’immobiliare USA c’è e ieri ne abbiamo avuto conferma. Ma siamo sempre sotto del 30% rispetto ai valori pre-discesa (una considerazione: perché l’immobiliare italiano non è sceso?). Il Case-Shiller Index è salito dello 0,4% mese su mese e forse possiamo parlare di stabilizzazione. Questo, anche in base a quanto sopra descritto, significa che anche i bilanci delle famiglie dovrebbero essere in corso di stabilizzazione.

Passando al nostro mercato, l’euro oggi apre in range ma sembra avere un po’ di brio rimasto. Nella notte abbiamo toccato 1,4300 ma ora sembra voler  superare la sua resistenza a 1,4350 per toccare nuovamente 1,4400. Se invece non riuscisse a sfondare questi livelli, il primo supporto degno di nota sembrerebbe 1,4280. Comunque, il nostro indice di posizionamento speculativo mostra come il mercato si sia messo generalmente corto EurUsd: è il momento buono per cercare opportunità in acquisto perché dopo la discesa correttiva, l’EurUsd si dovrebbe ricaricare prima di scaricarsi ancora. Parliamo di un ipotetico 1,4510 come target primario del ritracciamento, e poi di una discesa che potrebbe portare eventualmente sotto 1,4000.  L’Euro contro Jpy e Chf invece mostra una difficoltà maggiore a rompere dal range in cui rimane da ieri, quindi su questi cambi meglio aspettare segnali più decisivi. Invece contro sterlina vediamo comunque una forza residua.  La Sterlina invece sembra debole “across the board” ossia su tutti i fronti: contro Euro, Usd, Jpy e Chf .  Il Cable si trova sotto la sua resistenza posta a 1,5925 e c’è una fascia di volatilità immediatamente sopra tale livello. Come a dire: più probabili i ribassi che i rialzi per il momento. Il break out al ribasso arriverebbe con una rottura sotto 1,5870. GbpChf ha un minimo di inerzia in più ma deve ancora  salire di 30 pip prima di poter auspicare ad altro (parliamo di 1,6530). Parlando dei cross Jpy invece, dovremmo vedere rialzi in ogni dove, tranne per GbpJpy che invece soffre. UsdJpy, CadJpy e ChfJpy hanno invece un volto abbastanza sereno. Come al solito, facciamo trading su quello che vediamo e non su quello che crediamo di sapere.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Sterlina in calo, pesano incertezze su tassi e Brexit

Sterlina in calo dopo via libera parlamento inglese a legge Brexit

Sterlina a picco, pesa timore “hard Brexit”

Inflazione in ripresa in Eurolandia, ma l’Italia resta in coda

Bitcoin sopra i mille dollari per la prima volta da 3 anni

Lira turca al tappeto, Erdogan vuole tassi bassi il mercato si attende un rialzo

Sterlina sempre sotto pressione, il mercato vede rischio “hard brexit”

Sterlina cola a picco per i timori legati alla Brexit

Banca nazionale svizzera resta alla finestra, pronta ad agire sui cambi

Transferwise trasferisce mensilmente circa 800 milioni di sterline

Sterlina cala di minimo in minimo, nonostante la Bank of England

I contraccolpi delle crisi in Inghilterra e Italia arrivano fino inAsia

Sterlina sempre più volatile con l’avvicinarsi del referendum inglese

Il referndum sulla Brexit offre opportunità di trading sulla sterlina

Israele mantiene invariati i tassi ufficiali

La “Brexit” si allontana, la sterlina recupera terreno

Tassi ai minimi storici in Australia

Sterlina in calo anche oggi, Brexit sempre meno improbabile

Pechino riduce la riserva obbligatoria per le banche

Sterlina in calo, il sindaco di Londra fa il tifo per la Brexit

La Svezia porta i tassi ufficiali a -0,5%

Goldman Sachs: quanto peserebbe Brexit sulla sterlina

Cina: riserve in valuta estera in calo nel 2015

Pechino svaluta ancora, i listini asiatici affondano

Norges Bank taglia ancora i tassi

Cina, le riserve valutarie sono in calo

Qualche sorpresa nel “supergiovedì” della Bank of England

La crisi turca non vede segnali di miglioramento

Hong Kong multa Bnp Paribas

Tassi fermi sulla sterlina

La Svizzera non tocca i tassi ma taglia le stime

Anche Tailandia e Corea tagliano i tassi

Pechino vuol crescere del 7% quest’anno

Ti può anche interessare

Banco Bpm in rialzo, mercato apprezza possibilità nuova cessione di sofferenze

CONTINUANO LE PULIZIE DI BILANCIO – Banche italiane ancora sotto i riflettori e il tema è sem ...

Azimut conferma la guidance

Nel primo trimestre utile tra 57 e 67 milioni, ricavi tra 198 e 215 milioni, raccolta a 1,7 miliardi ...

Unieuro pronta al debutto dopo un collocamento senza grandi acuti

UNIEURO PRIMA MATRICOLA DELL’ANNO SUL MTA – Mezzo flop per il collocamento riservato a inves ...