Obama, oltre la tempesta

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Il presidente Usa nel suo discorso dell’Unione parla dei danni della crisi e della piaga della disoccupazione, e promette 30 miliardi di dollari per le imprese.

di Giacomo Berdini28 gennaio 2010 | 12:00

“Il peggio della tempesta è passato ma resta la devastazione”, così il presidente Usa Barack Obama annuncia alla nazione che la crisi è passata, seppur i danni da riparare siano ancora molti. Primo tra tutti i 7 milioni di posti persi nei due anni di recessione.
“L’occupazione è la priorità del 2010”, afferma il presidente nel suo discorso sullo stato dell’Unione davanti al Congresso fornendo una ricetta in 4 punti per il rilancio dell’economia: riforma finanziaria; innovazione, specie nell’energia; più esportazioni e investire nell’educazione poiché “uno dei migliori programmi anti-povertà è un’educazione di prima classe”, rivela Obama.

“Noi non molliamo, io non mi arrendo”, fa forza alla nazione il presidente dopo un anno da incubo per l’economia americana. Barack Obama ha insistito sulla necessità delle riforme, sulla necessità di quel “cambiamento che ho promesso e che finora non è arrivato abbastanza velocemente”.

“I posti di lavoro devono essere il nostro obiettivo numero uno”, ha continuato, promettendo di dirottare 30 miliardi di dollari dal fondo per il salvataggio delle banche quotate a Wall Street verso le piccole imprese, per aiutarle a ottenere il credito necessario alle loro attività e per creare nuovi posti di lavoro.

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