Crescita economica

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Debolezza dell’Euro o forza del dollaro? Questa è la domanda principale che si chiede un osservatore attento all’EurUsd. Uno sguardo al mercato in senso lato farebbe emergere la risposta: Euro debole, dollaro con un bel punto interrogativo.

di Redazione29 gennaio 2010 | 08:32

E’ pur vero che siamo sotto la soglia psicologica di 1,4000  ma non si tratta di un movimento così facile da decifrare.

L’azionario USA ha chiuso in negativo dell’1,18% (S&P 500), l’avversione al rischio torna a farsi vedere, I rendimenti obbligazionari sono in salita (e qui non parliamo solamente dello spread Bund-Grecia, che ha raggiunto circa il 4%), insomma un quadro tutt’altro che roseo. Questo è probabilmente la spiegazione dietro la forza del greenback che pare stia riacquistando un minimo di valore come moneta di rifugio (dopo il suo ruolo da moneta di finanziamento nel 2009).

E questo nonostante  gli ordini di beni durevoli siano arrivate inferiori alle aspettative (0,3% al posto di un +2% atteso), ed un calo modesto delle richieste di sussidi di disoccupazione (470k). Oggi tutti gli occhi si puntano sul Pil USA del 4° trimestre 2009. Ricordiamo che ci sono 3 input importanti per il Pil: vendite al dettaglio, commercio internazionale, produzione industriale. Dunque è molto più facile che vedremo un Pil inferiore alle attese, e per riuscire a fare trading sul dato dobbiamo chiederci: quanto è stato atteso dal mercato?

Un 4,7%? Sarà veramente realistica questa stima? Intanto per l’area euro sono arrivate notizie non proprio belle: pare che la Cina non abbia alcuna intenzione di acquisire parte del debito Greco. Questo fatto pesa sull’euro, perchè c’era molta speculazione riguardo alle tasche sempre più capienti dei cinesi, che invece questa volta lasciano il rischio all’UE. Attenzione quindi oggi alle 10 am con il dato sulla disoccupazione nell’area euro per vedere quanto siamo fragili in questo momento.

Poi invece questo pomeriggio abbiamo il Pil USA del 4° trimestre 2009 (importantissimo) alle 14.30 e per finire  il Chicago PMI (ore 15.45) e l’indice di fiducia del Michigan (ore 15.55). 

Non possiamo non citare l’arrivo dell’IPad: lungi dall’avere un impatto significativo sul mercato di nostra competenza, ci sbilanciamo: la Apple pensa al suo business model in maniera olistica (iPod + iTues, iPhone + the App store, iPad + iBookstore) e continua ad innovare. Pensiamo solo a quanto sarebbe stato diverso il mondo senza l’Ipod. Una dimostrazione di coraggio aziendale.

GbpUsd – Grafico orario

Passando all’analisi tecnica, questa mattina ci troviamo con un EurUsd a 1.3935, il che ci conferma la trade idea secondo la quale ci troviamo al cospetto di un movimento che potrebbe portare il cambio nei pressi di 1.3840.

Pensiamo che un’accelerazione verso tale obiettivo potrebbe essere facilitata in caso di rilascio di un buon dato sul Pil americano, altrimenti la strada più probabile sembra essere un retest di area 1.4025/50 prima di assistere ad un ulteriore rafforzamento del dollaro (o forse sarebbe meglio dire, indebolimento dell’euro).

Per quanto riguarda il UsdJpy, il trend di fondo rimane indubbiamente ribassista anche se pensiamo che ci possano essere le possibilità di vedere il cambio salire fino a 90.75 nel breve periodo, livello che deve fungere da resistenza affinchè non si verifichi un ulteriore apprezzamento, di una figura, del biglietto verde a dispetto della valuta nipponica.

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