Piano Ue per salvare la Grecia

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Tra smentite e conferme ancora non è chiaro se l’Europa interverrà o meno per sostenere Atene, in attesa che la Commissione si esprima il 3 febbraio sul piano di stabilità presentato per la Grecia. Il premier Papandreou però è fermo: non abbiamo chiesto aiuto, e lancia un avvertimento ai Paesi comunitari: domani potrebbe toccare a qualcun altro.

di Giacomo Berdini29 gennaio 2010 | 11:30

Ieri sono giunte numerose smentite riguardo alle tesi apparse sui giornali che parlavano di un piano di salvataggio europeo per la Grecia. Tuttavia l’opzione del non intervento non convince, soprattutto per via della forte sofferenza dei mercati e della perdita di credibilità dell’Euro che il deficit della Grecia sta causando.
Il 3 di febbraio Bruxelles emetterà un parere sul piano di stabilità proposto dal governo di Atene, e intanto da Davos giungo nuove voci che spostano l’ago della bilancia dalla situazione di dubbio che circonda i piani comunitari per lo Stato membro in difficoltà, facendo presagire che forse davvero un salvataggio ci sarà.

Il premier tedesco Angela Merkel aveva dichiarato che “la moneta comune comporta responsabilità comuni”, facendo intendere molto sulla sua posizione in merito alle intenzioni dell’Ue, il commissario europeo per gli affari monetari oggi dalla svizzera fa giungere un’ulteriore smentita sui rischi di default per la Grecia e sulla possibilità di uscita dall’euro:
“La Grecia non andrà in default, nella zona euro il default non esiste”, ha affermato categorico, anche sulla ipotesi che Atene abbandoni l’euro: “Non c’è nessuna possibilità che la Grecia esca dall’area euro, perché è folle cercare di risolvere i problemi dell’economia greca fuori della zona euro”, poi conclude,  “Non abbiamo un piano B. Il piano A è sul tavolo” ha detto il commissario europeo in riferimento alle raccomandazioni che saranno diffuse la prossima settimana.

Sulla questione è intervenuto anche il ministro delle Finanze francese, Christine Lagarde, parlando alla tv Cnbc da Davos dove è in corso il World Economic Forum: “La Grecia non sarà lasciata sola nella crisi”.
Tuttavia è proprio dal premier greco George Papandreou, sotto esame a Davor da parte dei mercati e dei banchieri internazionali che lo hanno salvato offrendo 25 miliardi sugli 8 venduti all’ultima asta di titoli di Stato, che giungono le smentite su di un’eventuale soccorso comunitario.
“Non chiederemo né aiuti né salvataggi”, ha infatti dichiarato il premier, che accusa la speculazione di voler orchestrare un attacco contro la zona euro, di cui la Grecia è l’anello debole.
“Il mio governo ha dichiarato in modo trasparente che risolveremo i nostri problemi da soli”, continua Papandreou, “Abbiamo già iniziato ad attuare una serie di profonde riforme per portare il disavanzo al di sotto dei livelli di Maastricht nei prossimi tre anni”.
Poi il presidente conclude con un avvertimento ai paesi comunitari: “I nostri partner europei devono capire che si tratta di problemi comuni in un momento difficile per l’economia globale; oggi parliamo della Grecia, ma domani potrebbe toccare a qualcun altro”.

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