L’Oracolo – Hei prof, ciucciati il calzino

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Bravate smisurate e bei scherzi di un tempo, quando i teenagers sono troppo vecchi per la loro età e i vecchi passano troppo tempo a fissare i cantieri.

di Giacomo Berdini29 gennaio 2010 | 16:00

Brufolazzi, sms, cinquantini e sigarette di nascosto nei bagni. Pietosi due di picche e scherzi ai professori. Eh si, i tempi delle scuole superiori… e non stiamo parlando dei teenager impomatati e 32enni di Beverly Hills, quando si pretendeva di far passare la stempiatura di un Luke Perry superpocogiovane per un attaccatura un po’ alta.
Questi sono liceali veri, che per evitare il compito in classe hanno calcato un po’ la mano.

Dai, vorrei proprio sapere quanti di voi non sono stati mai colti da un attacco improvviso di pleurite stroncante o non hanno dovuto subire la terribile umiliazione di vedere i propri compiti sbriciolati dal cane della nonna. Ancora peggio è andata per quelli che avevano un gomito che faceva contatto col piede, le papille gustative interrotte o sono rimasti chiusi tutto il pomeriggio nell’autolavaggio.
Di scuse assurde per evitare un 4 ne abbiamo sentite tante, qualcuno con influenze politiche ha avuto anche la bella idea di bandire uno sciopero di protesta contro i pochi diritti di cui godono i conducenti di risciò nella provincia del Laos al confine con la Cambogia, ma i bei tempi dei picchetti e delle mattinate al bar sono finiti.

Ci sono due geni di Foggia, iscritti all’istituto San Marco in Lamis, che non è il quarto moschettiere che alla fine si scoprì essere una donna, per non essere sottoposti al compito in classe più impossibile, difficile, intellegibile, dirigibile, sommergibile ma soprattutto vigile che sia mai stato sottoposto ad un acneico nell’arco di tutta la storia, hanno avuto la bella trovata di dare fuoco alla scuola.
Senza scherzi; sono entrati in classe e hanno incendiato i banchi di alcune aule e vari suppellettili. Non sono stati avventati, perché hanno pianificato tutto nei dettagli e hanno perfino avuto l’accortezza di entrare nella scuola bagnati come due alghe da sushi per non andare a fuoco assieme alla scuola tanto odiata.
Ma, da bravi adolescenti, si sono “fatti sgamare dalla pula”, come ha commentato un allievo dell’istituto.
I due pagliacci “bella zio” passeranno un sacco di guai per la bravata, ma soprattutto ci chiediamo cosa possa averli spinti ad un gesto tanto assurdo quando bastava simulare un attacco di diarrea.
Dopo quel fattaccio dell’adolescente che ha quasi fatto secco il padre per un diverbio sulla playstation, siamo alla ricerca della causa scatenante di questa ondata di teppismo giovanile, che secondo alcuni è da ricercare nell’eccessiva effeminatezza dei Tokyo Hotel, che spingerebbe i giovanissimi alla ricerca di un’identità virile sottoforma di azioni efferate alla Braveheart.
O forse è semplicemente colpa dei film di Mel Gibson.
Senza voler incorrere in conflitti generazionali, dove i “matusa” accusano i giovani di essere violenti e lavativi e i ccciovani accusano i vecchi di passare troppo tempo a fissare i cantieri, 
concludiamo dando la colpa alla scuola e al ministro dell’istruzione, che con la sua pessima carriera scolastica dà un pessimo esempio ai ragazzi.
I bei tempi dei biglietti sulle spalle dei docenti sono finiti, così come non si trovano più in commercio i cuscinetti gonfi d’aria pro-flatulenze da posizionare sotto il cuscino del prof…d’altronde si sa, oggi Bart Simpson avrebbe 32 anni…

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