Berlusconi, 173 milioni di dividendi

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Un inizio d’anno col botto per Silvio Berlusconi e la famiglia. Nei giorni scorsi, infatti, il premier, la figlia Marina e i tre figli di Veronica Lario (Barbara, Eleonora e Luigi) si sono distribuiti 172,88 milioni di euro di dividendi. Invece…

di Redazione25 febbraio 2010 | 16:15

 di Andrea Giacobino

Un inizio 2010 col botto per Silvio Berlusconi e la sua famiglia. Nei giorni scorsi, infatti, il premier, la figlia Marina e i tre figli di Veronica Lario (Barbara, Eleonora e Luigi) si sono distribuiti 172,88 milioni di euro di dividendi. L’unico rimasto «a bocca asciutta» è Piersilvio Berlusconi, mentre sul totale il Cavaliere incassa un cedolone di 135,84 milioni, al presidente di Fininvest e Mondadori (Marina) vanno 7,04 milioni e 30 milioni finiscono nelle tasche dei figli di Veronica. Sono queste le decisioni prese nello stesso giorno (25 gennaio scorso) dalle assemblee della Holding Prima, Seconda, Terza, Quarta, Quinta, Ottava e Quattordicesima attraverso le quali la famiglia del premier controlla interamente Fininvest.
 

Si tratta di cedole, a valere sui risultati chiusi lo scorso 30 settembre, che risentono del calo degli utili del gruppo del Biscione segnato nel 2009, ma che restano comunque consistenti se solo si pensa che lo scorso anno papà Berlusconi incassò un maxidividendo complessivo di 160 milioni asciugando completamente gli utili delle Holding Prima, Seconda, Terza e Ottava che sono sotto il suo diretto controllo. Anche quest’anno Berlusconi senior ha fatto la stessa scelta: la Holding Prima ha distribuito al socio quasi l’intero profitto di 41,77 milioni mandando a riserva 973,44 euro; la Seconda ha erogato un dividendo di 32,57 milioni destinando a riserva appena 8.791 euro; la Terza ha consentito di incassare 16,28 milioni (a riserva 2.908 euro) e dalla Ottava sono arrivati 45,22 milioni con soli 103.231 euro finiti a riserva straordinaria. Diverse sono, come si diceva, le scelte fatte dai due figli di primo letto, Marina e Piersilvio: la prima attraverso la Holding Quarta (tramite la quale detiene il 7,652% di Fininvest, come il fratello) ha deciso di incassare una cedola di 7,04 milioni sui 15,54 milioni di utile netto destinando a riserva straordinaria i restanti 8,5 milioni. Piersilvio (Holding Quinta) ha invece optato per non distribuirsi una cedola, ma ha mandato a riserva straordinaria l’intero profitto pari a 15,7 milioni. I tre figli di Veronica che detengono la Holding Quattordicesima (21,41% di Fininvest) hanno invece incassato 30 milioni, destinando a riserva i restanti 15,58 milioni di utile.
 

La lettura dei bilanci delle holding berlusconiane ne conferma la forte patrimonializzazione, al netto delle riserve: in particolare il Cavaliere tramite le sue holding dispone di liquidità per 152,37 milioni (gran parte depositata su conti correnti al Monte Paschi di Siena); di 43,36 milioni è il cash della società di Marina, di 84,11 milioni quello di Piersilvio e di 139,63 milioni quello dei tre figli di Veronica. A ciò si aggiunge la voce delle attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni, cioè titoli dati in gestione: sono 20,48 milioni per Silvio Berlusconi gestiti dalla svizzera Banca Arner mentre per Marina (che detiene fra l’altro 2,247 milioni di controvalore di titoli Mediaset) questa voce si è azzerata causa, come spiega la nota integrativa,«la revoca del mandato di gestione» alla Morgan Stanley che lo scorso anno amministrava asset per 9,21 milioni; la stessa scelta di non farsi più gestire dalla banca americana è stata compiuta dal fratello Piersilvio, che ha lasciato attività per 20,65 milioni, ora solo gestite da Banca Arner.
 

Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi, che tra l’altro detengono il controvalore di 4,3 milioni di titoli Molmed (che non sono stati svalutati) e confermano l’investimento di 5 milioni nel fondo di private equity della Sator di Matteo Arpe, hanno invece deciso di farsi amministrare le attività non immobilizzate, e pari a 5,33 milioni, dalla Jp Morgan International Bank Ltd. La Holding Quattordicesima è presieduta dal senatore del Pdl Salvatore Sciascia che è stato assicurato con una polizza vita da 4,99 milioni stipulata con Intesa Vita avente quale beneficiario la società stessa: «Uno strumento – spiega la nota integrativa – ritenuto di interesse per l’impiego della liquidità sociale, in virtù della remunerazione proposta, dell’agevole liquidabilità dell’investimento e della garanzia offerta sul premio versato».
 

E quest’anno? La relazione sulla gestione contiene un identico passaggio per tutte e sette le holding della famiglia Berlusconi: «Si prevede che l’andamento della gestione registrerà positive risultanze, analogamente a quello appena concluso».


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