Risultati e divergenze

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Due amici trader al bar, uno chiede all’altro “Com’è stato il tuo ultimo trade?” e l’amico, con lo sguardo che precipita al suolo risponde “purtroppo non bene, cioè sono in positivo per la settimana ma ieri proprio non è andata”.

di Redazione26 febbraio 2010 | 09:15

Magari entrambi sono in positivo per la settimana, ma l’effetti psicologico che ha la continuità/discontinuità di risultati è sorprendente. Il fenomeno si chiama “Recency Bias” e, un po’ come una media mobile esponenziale, fa percepire di più i risultati ottenuti sui trade più recenti a discapito degli altri.

Si riporta tutto alla propria percezione del mercato: l’amico che ha fatto l’ultimo trade positivo rischia più di commettere errori dovuti all’euforia del momento e a sentirsi troppo sicuro di sé; viceversa, l’amico che ha perso nel suo ultimo trade rischia di non avere più la lucidità di stare sul mercato e quindi insorge la paura.

Com’è possibile quindi mantenersi sulla “retta via” senza incorrere in scenari danteschi? Mantenere un foglio excel con le operazioni fatte, con due appunti personali sul perché si è entrati, perché si è preso profitto o cosa ha determinato la perdita. Nessuno vince sempre, e perdere fa parte del gioco… basta non perdere la lezione.

Avere l’onestà mentale di scrivere i propri pensieri riguardo al trade, sia in positivo che in negativo, ci permette di analizzare anche noi stessi: questo è veramente il passo più importante per avere più successo – e non solo sul mercato. Tornando al mercato, stiamo vivendo momenti veramente curiosi per l’Euro e ieri è stata un’altra giornata di inversione.

I dati economici USA sono usciti deboli, Bernanke non è riuscito a risollevare la situazione ma nonostante tutto lo scenario è tutt’altro che scontato. La cosa più interessante, comunque, rimane la divergenza tra le economie interne all’eurozona: Germania vs. Grecia.

Ieri il Wall Street Journal ha riportato una storia su un Hedge Fund texano che ha scommesso su questa divergenza e che sta lucrando profumatamente visto che la Germania rimane il candidato migliore in gara per salvare la Grecia.. In effetti la divergenza di fondamentali rimane uno dei fattori di lungo termine che influenza azioni, obbligazioni ed FX.

Oltre all’Euro vale la pena soffermarsi sulla discesa libera della Sterlina: nella lotta tra deboli, ieri ha vinto la Sterlina sotto il peso della politica monetaria attualmente implementata in UK. Sembra che ci vorrà ancora una serie di stimoli da parte della BoE per placare la recessione in UK ma proprio questo fatto genera pensieri di una nuova divergenza, questa volta più grande: Gbp vs. Usd. Occhio quindi al cable che potrebbe essere diretto molto più in basso per via di queste preoccupazioni.

Per quanto riguarda i dati di oggi, occhio alle ore 10.30 per l’uscita del Pil 4° trimestre 2009 UK, alle ore 11.00 per il CPI Euro, alle ore 14.30 per Pil USA 4° trimestre, alle ore 15.45 per il Chicago PMI e infine alle 16.00 per le vendite di case esistenti USA.


UsdJpy – grafico daily

L’analisi tecnica della settimana non può che concludersi con il cambio eurodollaro.

Sono due gli spunti interessanti che possiamo trarre da questi giorni di trading. Il primo è la costanza con cui la moneta unica segna il passo nella discesa iniziata i primi giorni di gennaio: in questi momenti i prezzi stanno testando la parte alta del canale ribassista, tenuta proprio da quei giorni, e se dovessero riuscire ad oltrepassare 1.3610 potrebbero registrarsi delle novità. Il secondo spunto proviene dal doppio minimo, quasi perfetto, mostrato dal cambio lunedì e ieri a 1.3450. Abbiamo quindi due livelli da tenere in considerazione per la giornata di oggi.

Passiamo all’immancabile UsdJpy che, sempre all’interno di una tendenza ribassista di lungo molto precisa, si sta avvicinando ad un livello che è possibile considerare come supporto per le prossime ore. Stiamo parlando di 88.60, minimo del cambio degli ultimi due mesi e mezzo di trading.

Dopo un nuovo tentativo di rottura, non ha retto il supporto del cable a 1.5350. Lo studio del grafico dello scorso anno è piuttosto chiaro: sembrano non essere presenti ulteriori livelli di supporto del cambio sino alla più importante area di congestione compresa fra 1.4980 e 1.5050.

Il dollaro nei confronti del franco è giunto ieri quasi al test preciso del massimo precedente a 1.0895, subendo successivamente una discesa di una figura. Continuiamo a considerare il livello di resistenza, sopra descritto, come il più importante per le prossime ore. Il supporto a questo movimento, non ancora negato, si trova a 1.07 figura.

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