Spagna: Bankia e Banco Mare Nostrum presto sposi?

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Luca Spoldi di Luca Spoldi15 marzo 2017 | 17:23

FROBD CERCA DI RECUPERARE FONDI – La Spagna prova a recuperare parte dei fondi bruciati nel salvataggio del suo sistema bancario, imploso sotto i colpi della crisi immobiliare e che dovette essere aiutato con un’iniezione di 41 miliardi di euro di fondi ottenuti dalla Ue nel 2014, attraverso la fusione e cessione di quote degli istituti in cui intervenne il fondo di salvataggio Fondo de Reestructuración Ordenada Bancaria (Frob).

BANKIA SI FONDERA’ CON BANCO MARE NOSTRUM? – Quest’ultimo ha infatti raccomandato di optare per la fusione di Banco Mare Nostrum (in cui lo stato spagnolo è socio al 65%) e Bankia (nato nel 2011 dalla fusione di sette casse di risparmio), due degli istituti nazionalizzati, per poi vendere le azioni della banca che nascerà dalla fusione così da iniziare a recuperare i costi. Secondo il Frob in questo modo si otterrebbero 400 milioni di più che non procedendo alla semplice vendita delle azioni delle due banche, separatamente.  Le due banche hanno già fatto sapere che esamineranno la proposta, che dovrà essere approvata dale rispettive assemblee degli azionisti.

LE DUE BANCHE RICEVETTERO 23,65 MILIARDI DI AIUTI – Bankia ricevette 22 miliardi di euro di aiuti pubblici durante la crisi, mentre al Banco Mare Nostrum andarono altri 1,65 miliardi di euro. Dopo l’annuncio dato dal Frob, il titlo Bankia si mette in luce sul listino di Madrid, con un rialzo di oltre il 3,3% a pochi minuti dalla conclusione della seduta regolare, a 1,06 euro per azione. La partecipazione in Banco Mare Nostrum (che non è quotata) era stata di valutata 690 milioni di euro da AFI, Consultores de las Administraciones Públicas SA, advisor assoldato dal Frob per valutare le opzioni per valorizzare le sue partecipazioni bancarie.


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