In cerca di entusiasmo nonostante l’Europa

A
A
A

Francamente dissentiamo dall’idea che i mercati saranno presto vittime dell’esplosione di nuove bolle in rapida fase di ricostituzione, favorita dalla grande liquidità…

di Redazione26 febbraio 2010 | 12:15

di Marco Malvicini

…immessa nel sistema e dall’avidità insaziabile dei soliti banchieri prontamente ritornati all’assalto della diligenza dopo una breve stagione di riorganizzazione.
Ci pare che il sistema sia più solido ed efficiente rispetto a sei mesi fa, pur se i valori degli indici europei sono sostanzialmente arretrati ai livelli dello scorso luglio. Le banche detengono attualmente molto più cash rispetto ai livelli pre-Lehman e hanno mediamente irrobustito significativamente i propri coefficienti patrimoniali; rimanendo comunque molto prudenti continuano a detenere importanti riserve presso le banche centrali e riprendono con gradualità a impiegare nel sistema, con l’unico inconveniente di non consentire una maggior velocità della ripresa economica ma con il vantaggio di una migliore stabilità. Certamente nelle ultime settimane il sentiment si è un po’ rovinato, facendo imballare il trend rialzista in atto ormai da dieci mesi; d’altra parte il mercato si trovava di fronte a due sole possibilità: progredire in un trimestre (ovvero fino all’earnig season relativa al primo trimestre) grossomodo di un cinque per cento, ovvero 1.200 di S&P500, 6.300 di Dax e così via, oppure trovare uno spunto per mettere a segno una buona correzione da cui ripartire con la prospettiva di un margine più soddisfacente. L’Unione Europea (nella foto il presidente Jean-Claude Trichet), che così poco ha fatto in questi mesi per affrontare in modo netto e sincronizzato i numerosi focolai di crisi, non si è tirata indietro di fronte alla ghiotta opportunità di un’ennesima brutta figura; dopo esserci fatti menare per il naso dai greci che per decenni non hanno mai dimostrato di saper contenere debito, disavanzo e tassi di interesse, andando in pensione a cinquantacinque anni e con un lavoratore su tre che dipende dallo stato, non siamo neppure in grado di intervenire con adeguata prontezza per soffocare questo principio di incendio che fa affiorare le fragilità strutturali dell’euro. I mercati hanno prontamente colto l’occasione ed eccoci tornati su livelli di supporto interessanti.
L’articolo completo lo puoi trovare su Soldi,
in edicola in questi giorni

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Ubs Wm vede all’orizzonte una correzione per l’euro

Ambrosetti, a Cernobbio il Forum fa il tagliando all’economia

Le criticità dei mercati alla prova dell’intelligenza del rischio

Peters: “La prossima crisi sarà devastante”

Successo di gruppo

Credit Suisse e Lbs scoprono chi ha reso di più come azioni e bond dal 1900 a oggi

Goldman Sachs AM, ecco i tre principali rischi sui mercati

Consultinvest: regola numero uno, guardare ai fondamentali

Schroders: la debolezza dei mercati dovuta al sentiment degli investitori

La volatilità: cos’è davvero e come funziona

Padoan e Lombardo al Salone del Risparmio: strada della ripresa ancora lunga

L’ondata di vendite? Colpa degli umori

Mercati, state sereni: ci penserà mamma Fed

Insider&mercati, l’outlook globale rimane positivo

Olli Rehn a BLUERATING: “ci aspettiamo che l’Italia continui così anche dopo le elezioni”

Investire sulle aziende che comunicano apertamente conviene

La Francia rischia di diventare il nuovo malato d’Europa

Decisioni d’investimento, assicurative e previdenziali

Democratici e Repubblicani divisi sul fiscal cliff

Stimoli monetari in grado di compensare i bassi utili

Il trading online, dallo Sputnik al World Wide Web (1930-1999)

Titolo da monitorare StMicroElectronics

Titolo da monitorare Fiat Industrial

Titolo da monitorare Banca Monte dei Paschi di Siena

Arriva Bluerating, la grande fuga da Banca Network

Titolo da monitorare Eni

Titolo da monitorare Snam

Titolo a monitorare Ubi Banca

Cipro è il quinto Paese a chiedere gli aiuti all’Europa

La Germania: l’altra faccia della locomotiva d’Europa

Lse: il direttore finanziario si dimette

Giappone rivede al rialzo le stime di crescita

Fitch: sforbiciata di tre gradini alla Spagna

Ti può anche interessare

Petrolio sottotono nonostante i dati Usa, difficile intesa in seno all’Opec

Non si trova l’accordo sul taglio della produzione tra i paesi dell’Opec e il petrolio torna a s ...

Banca Generali, 10 anni come un razzo

Oggi si festeggia a Milano il decennale della quotazione: il titolo ha reso oltre il 300%. ...

Da Banca Mediolanum a Fideuram, i campioni dei FintechAge Awards

Alla vigilia di ITForum 2017, in una esclusiva serata di gala, Blue Financial Communication ha asseg ...