Grecia, una questione di onore

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Il primo ministro greco conferma che la situazione è critica, bisogna intervenite per salvare il Paese indipendentemente dal costo politico che questo comporterà. In presenza degli ispettori Ue ribadisce che la Grecia si risolleverà da sola.

di Giacomo Berdini26 febbraio 2010 | 13:30

Questo è il momento di focalizzarsi sulla sopravvivenza stessa della nazione.
Con queste parole il primo ministro greco George Papandreou ha ammesso di fronte al Parlamento come le peggiori paure sull’economia del Paese si siano infine avverate.
Ora il costo politico non ha più importanza, ma è necessario intervenite per impedire alla Grecia di cadere nel baratro.

In occasione della visita degli ispettori dell’Unione europea, Papandreou ha voluto sottolineare la situazione drammatica in cui verte la nazione: “La storia ha confermato le nostre peggiori paure”, ha affermato continuando ad insistere sul fatto che la Grecia deve trovare le forze per sollevarsi da sola: “nessun altro paese pagherà per il nostro debito, è una questione di onore, un motivo di orgoglio per il nostro paese quello di rimettere la situazione dei conti in ordine”, ha dichiarato.

Secondo alcune indiscrezioni il governo greco presenterà la prossima settimana un nuovo pacchetto di misure che dovrebbe ridurre la spesa di 2/2,5 miliardi di euro e, allo stesso tempo, secondo una fonte interna all’esecutivo, l’emissione di un bond decennale prevista per questa settimana è stata rimandata alla prossima; l’offerta dovrebbe attestarsi tra i 3 e i 5 miliardi di euro.

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