Telecom show, Beppe Grillo torna all’attacco

A
A
A

Lungo intervento del comico genovese, che punta il dito contro dividendi, stock options e conflitti di interesse. Bernabè al comico e ai sindacati: “la società è sana e vivace, la ristrutturazione è necessaria per essere più leggeri e aggressivi”.

di Redazione29 aprile 2010 | 16:00

Assemblea rovente per Telecom Italia. Il comico Beppe Grillo è tornato a fare le pulci al gruppo, presentandosi con una fascia nera al braccio per celebrare “il funerale della società” assieme ai 1000 lavoratori che da questa mattina hanno manifestato contro i tagli occupazionali decisi dal management. In rappresentanza dei piccoli azionisti, ha puntato il dito contro dividendi e stock options, e pur dichiarando la sua stima all’ad Franco Bernabè ne ha criticato la mancata presa di distanza nei confronti della passata gestione.

«Se la Telecom in questi ultimi dieci anni ha venduto quasi tutto, le partecipazioni, gli immobili, addirittura le centrali telefoniche, e il debito è rimasto di 34 miliardi, i ricavi sono scesi, la domanda da ragioniere è: dove sono finiti i soldi?”, si è chiesto Grillo. «Semplice – prosegue – sono finiti in stock options milionarie, dividendi agli azionisti del salotto buono, che hanno spolpato viva la Telecom». Il comico ha invitato a fare una legge che stabilisca che non si possono distribuire dividendi se il debito supera il 50% degli utili. Ha quindi criticato “il conflitto di interesse” del presidente Gabriele Galateri, che siede nel cda di 4 società diverse, e lanciato una frecciata a Bernabè: “Io stimo Bernabè – ha detto – ma non ha fatto quello che avrebbe dovuto fare, ovvero denunciare Colaninno, Buora, Ruggiero, ecc.”. Il riferimento è alla privatizzazione del gruppo: “Bernabè non fa un nome, non menziona D’Alema, Draghi, Ciampi. D’Alema regalò a Colaninno, Gnutti e altri capitalisti la società, indebitandola con 45-46 miliardi di euro». Eppure l’azienda, altamente indebitata, continua a distribuire dividendi: «È come se – ha spiegato – mentre la casa va a fuoco, si utilizzasse l’acqua per farsi la doccia».

Secca la replica di Bernabè: «Non condivido assolutamente la scelta di presentarsi all’assemblea con una fascia per celebrare un funerale, qui non c’è nessun funerale da celebrare – ha detto l’ad del gruppo – perché Telecom è un’azienda sana, viva e vivace e ha tutto il potenziale per tornare uno dei protagonisti».  Secondo il top manager “non c’è una crisi di Telecom Italia”. Il problema, piuttosto, “è ridimensionarsi per essere più leggeri e aggressivi. Alla fine saremo in grado di riprendere il nostro ruolo nel panorama internazionale”. Gli ha fatto eco Galateri: “Rifiuto categoricamente le affermazioni secondo cui l’azienda è in crisi – ha dichiarato – la ristrutturazione è necessaria per essere competitivi, per stare sul mercato e questo non vuol dire essere in crisi ma essere un’azienda viva».
Bernabè ha risposto anche al sindacato e ad alcuni soci che hanno criticato la decisione di distribuire la cedola a fronte di nuovi tagli del personale.”Le risorse sono state recuperate e destinate a ridurre il debito e agli investimenti, che rimangono tra i più elevati tra le società comparabili”, ha spiegato, l’ad ricordando che l’attuale gestione ha tagliato il dividendo a un terzo della cifra pagata prima del suo insediamento.

Rispondendo alle domande di alcuni azionisti, Bernabè ha poi fatto il punto sulla controllata Telecom Argentina, in via di dismissione: ”Se e quando arriveranno dei risultati interessanti sia per quanto riguarda la dimensione dell’offerta sia per quanto concerne le condizioni di pagamento – ha spiegato – considereremo la cessione di Telecom Argentina”. Quanto al ruolo di Telefonica nel Paese, che ha spinto le autorità locali a bloccare i consiglieri espressione di Telecom Italia, Bernabè ha ribadito che “Telefonica non ha nessuna influenza sulle scelte strategiche prese da Telecom quando si tratta di decisioni relative ai suoi assset argentini”.

L’ad ha infine ribadito il ruolo del gruppo nello sviluppo della banda larga in Italia: ”Senza il supporto attivo di Telecom Italia – ha detto – la banda ultra larga e’ destinata a procedere a rilento”, precisando il ”ruolo molto attivo” che a suo giudizio la società riveste sull’attivazione della banda ultra larga in Lombardia.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Telecom vola nell’utile

Bernabé (Telecom): nessuna espansione geografica

Bernabè, nessun dubbio su cedola e dividendo

Ti può anche interessare

Blueindex: tensioni politiche fanno male a titoli europei

HSBC RIPRENDE QUOTA – Dopo il “tonfo” seguito alla pubblicazione dei conti a fine 2016, ap ...

Janus Henderson Group debutta in punta di piedi

DEBUTTO PRUDENTE PER JANUS HENDERSON GROUP – Debutto prudente a Wall Street per Janus Henderso ...

Rottamazione delle cartelle, c’è tempo fino a lunedì

Entro lunedì 31 luglio chi vuole procedere alla rottamazione delle cartelle deve pagare la prima o ...