Discesa libera

A
A
A

Scegliamo a caso una domanda a cui dare risposta stamani: cosa ha creato l’ondata di ribassi visti ieri?

di Redazione30 giugno 2010 | 07:00

Di ragioni, ne abbiamo in abbondanza, a partire dal dato sulla fiducia dei consumatori USA che è uscito a 52,9 rispetto al 62,7 di maggio. Anticipando NFP peggiori del previsto, la fiducia dei consumatori è sceso ai minimi da marzo.

Come sappiamo, il mercato azionario ed il mercato immobiliare sono strettamente legati negli USA, e probabilmente la volatilità e le discese di maggio nell’azionario, unitamente alla situazione stagnante dell’immobiliare USA hanno comportato una revisione delle stime dei consumatori sulla congiuntura USA. Comunque, queste discese di ieri hanno portato l’EurChf a nuovi minimi, l’EurJpy ad un minimo che non vedevamo da 8 anni e l’EurGbp ad un minimo che non vedevamo da 19 mesi.

Andiamo quindi ad elencare le ragioni possibili delle discese di ieri: revisione a ribasso dei leading indicator cinesi; voci di corridoio secondo cui gli esportatori nipponici non sono adeguatamente coperti contro il rischio cambio; Dubai Aerospace che cancella voli; la scadenza della lending facility della BCE; lo sciopero in Grecia contro le misure fiscali restrittive; la discesa dei corsi obbligazionari USA ai minimi dall’aprile 2009; la generale sensazione che le cose peggioreranno prima di migliorare.

Comunque l’analisi tecnica ci viene incontro in ogni momento: stando nel trend si riesce comunque a lavorare in qualsiasi condizione di mercato.

Poi sta arrivano un weekend lungo per gli USA (ricordiamo che il 4 luglio è il giorno dell’Indipendenza) e quindi gli investitori staranno anche cercando le minime scuse per chiudere i libri e passare giorni di spensieratezza.

Guardiamo all’ADP e al Chicago PMI per capire meglio quanti americani sono ancora nel mercato oggi e com’è il loro morale. Anche il dollaro Australiano, Neozelandese e Canadese sono scesi con decisione sulla rinnovata avversione al rischio. Fino ad ora, le commodity currency sono rimaste sostenute perché questi paesi sono rimasti legati alla crescita cinese.

Ovviamente i dati dubbi ed i timori di ieri hanno portato a questi ribassi. Infine parliamo dello Yen. Lo Yen tende a rafforzarsi in tempi di avversione al rischio, ma le notizie recenti sono diverse: pare che gli esportatori nipponici si siano coperti sull’EurJpy tra 120 e 125 e quindi sono in sofferenza decisa e forse dovranno liquidare le proprie posizioni in EurJpy e UsdJpy (quindi mettendo ulteriore pressione ribassista su queste valute).

Stamani invece puntiamo gli occhi sull’EurUsd con la disoccupazione tedesca in arrivo unitamente alla stima del CPI.

EurChf – Grafico settimanale

Passiamo ora alla consueta analisi tecnica. L’eurodollaro, dopo aver rotto il supporto indicato ieri a 1.2250, non solo ha raggiunto il target a 22 figura, portandosi subito a 1.2175 in quanto sotto figura erano presenti ingenti quantità di stop loss, ma si è anche spinto, dopo un breve cenno di ripresa sopra il 22, a 1.2150 che per ora è riuscito a contenere il movimento di rafforzamento della divisa americana (o per meglio dire di indebolimento della valuta europea).

Ora ci troviamo di nuovo sopra 1.2200 e questo ci deve far capire quanto siano fondamentalmente bilanciati i compratori ed i venditori intorno a questi livelli a causa dell’incertezza che stiamo vivendo a livello globale.

Questo è rafforzato anche dal fatto che il nostro indicatore proprietario, lo Speculative Sentiment Index, che esprime un rapporto tra numero di trader long e numero di trader short nel parco clienti di FXCM (indipendentemente dalla size delle loro posizioni), dall’ultima rilevazione effettuata ieri sera alle 20.05 GMT risulta essere a -1.03 (leggasi per ogni trader long ce ne sono 1.03 short). Nel breve periodo è possibile assistere ad un tentativo di ripresa all’interno di questo scenario ribassista, che potrebbe però trovare delle resistenze attorno a 1.2240/50.

Situazione diversa per il UsdJpy, dove l’SSI, cheè un indicatore contrarian, mostra un 4.93 sbilanciato sul lato long, indicandoci così forti possibilità che il mercato continui a scendere. 88.274 il minimo toccato ieri e piccolo accenno di ripresa, comunque non spintosi oltre 88.75 che ha l’aria di poter essere un momento di consolidamento prima di ulteriori discese. Ci siamo avvicinati molto all’88.21 visto dopo il typo, e siamo molto vicini all’88.12 fatto segnare agli inizi di marzo nonché all’ e all’87.998 di ottobre 2009.

Sono chiari dunque i livelli di supporto che cercheranno di contenere questa forza dello yen, prima di intraprendere la strada che potrebbe farci vedere, dapprima 87.35, per poi mollare il colpo verso 85.00. Dovessero teneri bene i supporti, si punterebbe dritta area 91 figura.

Il cable ha per ora fallito l’attacco a 1.5200 viste le difficoltà borsistiche accadute ieri e si è mantenuto in rage tra 1.5100 e 1.5000, andando ad evidenziare una buona area di supporto. Pensiamo che nonostante tutto, nel medio periodo la valuta britannica possa avere la forza per rimanere sostenuta, ma dobbiamo per ora concentrarci sul breve. Possibile mantenersi in range a meno di altre sorprese sui mercati, in quel caso andrà valutato il possibile impatto degli eventi sul prezzo (nel caso vi invitiamo a chiamarci per commentare insieme i movimenti di mercato).

Spettacolari opportunità ci stanno arrivando dal rapporto tra pound e yen, che continua a mantenersi in un range di 3 figure e mezzo fornendoci così delle buone opportunità di lavorare, magari con leve anche più consistenti e stop loss sempre in macchina per proteggerci da improvvise partenze oltre i punti indicati.

Concludiamo con l’EurChf che continua a segnare nuovi minimi e che ci convince sempre di più che i pericoli di vederlo più basso aumentano e si rafforzano. Siamo nella terra di nessuno, l’unica cosa che ci sentiamo di dire per ora è di stare attenti a costruire posizioni long euro e di analizzare ogni rialzo, in quanto possibilità di acquisto franchi.

:::::::____

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Sterlina in calo, pesano incertezze su tassi e Brexit

Sterlina in calo dopo via libera parlamento inglese a legge Brexit

Sterlina a picco, pesa timore “hard Brexit”

Inflazione in ripresa in Eurolandia, ma l’Italia resta in coda

Bitcoin sopra i mille dollari per la prima volta da 3 anni

Lira turca al tappeto, Erdogan vuole tassi bassi il mercato si attende un rialzo

Sterlina sempre sotto pressione, il mercato vede rischio “hard brexit”

Sterlina cola a picco per i timori legati alla Brexit

Banca nazionale svizzera resta alla finestra, pronta ad agire sui cambi

Transferwise trasferisce mensilmente circa 800 milioni di sterline

Sterlina cala di minimo in minimo, nonostante la Bank of England

I contraccolpi delle crisi in Inghilterra e Italia arrivano fino inAsia

Sterlina sempre più volatile con l’avvicinarsi del referendum inglese

Il referndum sulla Brexit offre opportunità di trading sulla sterlina

Israele mantiene invariati i tassi ufficiali

La “Brexit” si allontana, la sterlina recupera terreno

Tassi ai minimi storici in Australia

Sterlina in calo anche oggi, Brexit sempre meno improbabile

Pechino riduce la riserva obbligatoria per le banche

Sterlina in calo, il sindaco di Londra fa il tifo per la Brexit

La Svezia porta i tassi ufficiali a -0,5%

Goldman Sachs: quanto peserebbe Brexit sulla sterlina

Cina: riserve in valuta estera in calo nel 2015

Pechino svaluta ancora, i listini asiatici affondano

Norges Bank taglia ancora i tassi

Cina, le riserve valutarie sono in calo

Qualche sorpresa nel “supergiovedì” della Bank of England

La crisi turca non vede segnali di miglioramento

Hong Kong multa Bnp Paribas

Tassi fermi sulla sterlina

La Svizzera non tocca i tassi ma taglia le stime

Anche Tailandia e Corea tagliano i tassi

Pechino vuol crescere del 7% quest’anno

Ti può anche interessare

Anche Banco Bpm arresta la sua corsa in borsa

BANCO BPM FERMA LA SUA CORSA A PIAZZA AFFARI – Si arresta per il momento la corsa di Banco Bpm ...

Pil Usa frena oltre il previsto: solo +0,7% nei primi tre mesi dell’anno

PIL USA FRENA NEL PRIMO TRIMESTRE – Apparente brusca frenata della crescita Usa, che nel primo ...

FintechAge Awards, sfoglia la gallery fotografica

I FintechAge Awards hanno segnato la vigilia della 18esima edizione di ITForum. Rivivi la premiazion ...