Confindustria, si aprono i giochi Squinzi nel dopo Marcegaglia

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Sono iniziati, con grande anticipo rispetto alle abituali scadenze, i grandi giochi di Confindustria per la successione alla poltrona…

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino30 giugno 2010 | 09:45

…di Emma Marcegaglia. “Lady d’acciaio”, infatti, vede la sua presidenza scadere a metà del 2012 e naturalmente in Viale dell’Astronomia le pedine cominciano a muoversi un anno prima. Ma evidentemente qualcuno ha intenzione di bruciare i concorrenti sui tempi. E così è già iniziato a circolare il profilo e il nome del possibile successore, che deve essere un “berlusconiano” di ferro e che per molti risulta sovrapponibile con l’identikit di Giorgio Squinzi, che guida la Mapei e che in Confindustria conta molto in quanto presidente di Federchimica. Squinzi è stato da poco chiamato dalla Marcegaglia nel nuovo Comitato di presidenza della confederazione degli imprenditori italiani (assieme al presidente della Fiat John Elkann) e all’interno di questo guiderà il Comitato per l’Europa. Che Squinzi, presidente del Sassuolo, sia vicino all’area politica del presidente del consiglio lo si è capito nelle scorse settimane quando è circolata la voce di un suo interessamento a rilevare il Milan dal Cavaliere di Arcore. La strada di Squinzi versa la poltrona più alta di Viale dell’Astronomia non si presenta però sgombra di insidie e priva di ostacoli. Appena è circolato il nome del presidente di Federchimica, infatti, è iniziato un fuoco di sbarramento che porta la firma di due “past president” autorevoli di Confindustria come Luigi Abete e Luca Cordero di Montezemolo, ai quali potrebbe aggiungersi anche Vittorio Merloni. L’ex numero uno della Fiat, in effetti, ha scelto di portare proprio davanti alla Marcegaglia, all’ultimo convegno confindustriale di Santa Margherita Ligure, un duro affondo contro la classe politica invitando gli industriali a “scendere in campo”. È noto che Montezemolo, pur avendo sempre smentito un suo ingresso diretto in politica, potrebbe essere il perno attorno al quale costruire un terzo polo che raduni spezzoni del Pd e del Pdl, l’area gravitante attorno a Francesco Rutelli e con una sponda gettata verso Pierferdinando Casini. In tale contesto non c’è interesse a far succedere alla Marcegaglia (sempre più simpatetica con le posizioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti) un berlusconiano “doc” come Squinzi, la cui lunga rincorsa è resa possibile anche perché un candidato fortissimo come Paolo Scaroni, chief executive dell’Eni, non pare proprio interessato a Viale dell’Astronomia. Ma qualcuno osserva che anche la manovra di interdizione di Montezemolo & C. sia partita un po’ troppo presto.
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