L’euro ritrova quota 1,31

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Cresce la fiducia degli operatori nei confronti della moneta unica. Ma gran parte del rally è dovuto alla debolezza del dollaro, appesantito da dati macro Usa non incoraggianti.

di Redazione30 luglio 2010 | 06:30

Un mix di dollaro debole, trimestrali europee all’insegna della crescita e i dati positivi sulla disoccupazione tedesca, in calo, hanno ieri spinto l’euro sopra la soglia di 1,31, portando il concambio tra le valute al livello dello scorso maggio.

Come ricorda il Sole 24 ore di questa mattina, buona parte nel recupero della moneta unica la gioca la stanchezza del dollaro. Il dollar index, che misura la forza della moneta statunitense rispetto a un paniere di valute, dal 7 giugno ha perso il 7,6% e ieri è sceso ai minimi di aprile. La ripresa economica Usa sta attraversando una fase di rallentamento. I dati economici diffusi nei giorni scorsi non sono rassicuranti: le richieste di sussidi di disoccupazione Usa relative alla settimana scorsa sono state sì inferiori alle attese(-11,000 unità) ma la buona notizia è stata annullata dalla revisione al rialzo (da 464 a 468.000) dei dati della settimana precedente. Un’altra stangata è arrivata da Moody’s, la quale ha ribadito che Washington deve fare di più per evitare di incassare un downgrade sulla sua tripla A.

Tutt’altra musica in Europa, dove l’indice della fiducia dei consumatori è ai massimi da marzo 2008 (a quota 101,3 di giugno) e dove i risultati sul trimestre di molte blue-chip stanno infondendo fiducia ai mercati. L’euforia però potrebbe presto finire: le aziende hanno macinato utili anche grazie all’aumento dell’export, legato alla debolezza del dollaro di questi ultimi mesi. Se la moneta unica dovesse tornare a crescere, e se le previsioni di un rallentamento per Usa e paesi emergenti nella seconda parte dell’anno dovessere essere confermate, l’ottimismo europeo potrebbe vacillare.

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