Bernanke promette altre misure e la Borsa sale

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Durante il suo discorso a Jackson Hole in Wyoming, il numero uno della Fed ha espresso la sua preoccupazione per un’economia ancora zoppicante che riverserà tutta la sua debolezza sul mercato del lavoro.

Gianluca Baldini di Gianluca Baldini27 agosto 2010 | 16:00

C’era grande attesa per le parole del  presidente della Fed, Ben Bernanke, che oggi è intervenuto a  Jackson Hole in Wyoming nel corso dell’incontro annuale della Federal Reserve di Kansas City. Nonostante il numero uno della Fed abbia sottolineato che l’economia a stelle e strisce abbia rallentato più del previsto, il numero uno della Banca Centrale Usa ha sottolineato di non vedere alcun “significativo rischio deflazione” anche se il “rilancio economia è ben lungi dall’essere raggiunto”.

La crescita di recente è stata “meno vigorosa di quanto ci aspettassimo” ma ci sono le “precondizioni” per un’accelerazione nel 2011, ha detto. Il periodo di “profonda contrazione economica è finito, abbiamo assistito a una stabilizzazione nell’attività economica globale e all’inizio di una ripresa. Comunque anche se la domanda, la produzione e l’occupazione stanno crescendo ormai da un anno, il tasso di crescita economica è apparso meno vigoroso di quanto ci aspettassimo”, osserva Bernanke. La maggiore preoccupazione, spiega, è l’elevato tasso di disoccupazione e questo perché “un’alta disoccupazione non solo ha costi pesanti per chi non ha lavoro e per le loro famiglie, ma pone anche rischi alla sostenibilità della ripresa con i suoi effetti sui redditi delle famiglie e sulla fiducia”.

In ogni caso, il Federal Open Market Commitee “intende mantenere condizioni finanziarie accomodanti per sostenere la ripresa. Continueremo a monitorare gli sviluppi economici da vicino e a valutare se ulteriori allentamenti monetari sarebbero utili. In particolare, il Fomc è preparato a fornire” ulteriori aiuti “attraverso misure non convenzionali se sarà necessario, soprattutto se le prospettive dovessero peggiorare significativamente. Il problema ora non è se abbiamo o meno gli strumenti per aiutare la ripresa e combattere contro la disinflazione: li abbiamo. Il problema è valutare se i benefici di ogni strumento, in termini di stimoli ulteriori, superano i costi e i rischi di utilizzare tali strumenti”. “Nonostante i tassi siano vicini allo zero, la Fed ha numerosi strumenti e strategie per fornire ulteriori stimoli”, aggiunge Bernanke.

“Per gli Stati Uniti scivolare in deflazione non è un rischio significativo. Il Fomc farà tutto quanto in suo potere per assicurare che la ripresa economica continui. In linea con il nostro mandato, la Fed è impegnata a promuovere la crescita economica e dell’occupazione. E visto che un ulteriore, significativo indebolimento delle prospettive economiche sarebbe probabilmente associato a un’ulteriore disinflazione, attualmente non c’è alcun potenziale conflitto fra gli obiettivi di sostenere la crescita e l’occupazione, e quelli di mantenere la stabilità dei prezzi”. Anche con tutta la buona volontà da parte della Fed, Bernanke ha però sottolineato che “sul mercato del lavoro si assisterà a una ripresa dolorosamente lenta” e che “i banchieri centrali da soli non possono risolvere i problemi economici”.

Intanto  le parole di Bernanke ha fatto bene alle piazze finanziarie del Vecchio Continente. A Parigi il Cac 40 ha chiuso con un progresso dello 0,93% a 3.507 punti, mentre a Londra il Ftse ha guadagnato lo 0,89% a 5.201. Bene anche Francoforte (+0,65%) e Amsterdam (+0,90%) che si allineano al resto dei mercati europei come Portogallo (+0,62%) e Spagna (+1,54%).

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