Ue, ad agosto riparte la fiducia, ma non in Italia

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La fiducia di imprese e consumatori europei si conferma in ripresa ad agosto, dopo il notevole balzo in avanti di luglio. In evidenza la ripresa del settore finanziario.

Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti30 agosto 2010 | 09:30

In un periodo che vede il ritorno in grande stile dell’incubo crisi, tra bolle spread e affini, ecco una boccata d’aria per i mercati internazionali; è infatti uscito un dato positivo sulla fiducia del consumatori in Europa, anche in relazione al mondo finanziario. Unica pecca, la stagnazione del dato Italiano, dove è addirittura aumentata la sfiducia L’Economic sentiment indicator (Esi) della Commissione Ue ha fatto infatti registrare un progresso dello 0,6% nella Ue e dello 0,7% nella zona euro.

Tra i principali Stati membri, come ripreso da Ansa, il risultato migliore nell’ultimo mese riguarda il Regno Unito (+1,5%), seguito dalla Germania (+1,1%) che resta comunque in testa ai Paesi europei sul fronte della fiducia. Miglioramenti meno pronunciati si sono registati in Spagna (+0,9%) e Francia (+0,4%), mentre – sottolinea la Commissione Ue – l’indice della fiducia si è deteriorato in Italia (-0,9%), Polonia (-0,9%) e sopratutto nei Paesi Bassi (-2,1%). In particolare, la fiducia nel settore industriale ad agosto è migliorata di un punto nella Ue ed è rimasta invariata nella zona euro, con la maggioranza degli imprenditori – spiega l’esecutivo europeo, che ha fatto registrare notevoli miglioramenti sul fronte degli ordini, in particlare per quel che riguarda l’export.

Così come emerge anche dall’altro indice della Commissione Ue, il Business climate indicator, anch’esso in ripresa pur se ancora lontano dai livelli pre-crisi. Un miglioramento ancor più marcato è quello che riguarda i consumatori (+3% sia nella Ue che in Eurolandia), con un “crescente ottimismo sulla situazione economica generale, spiega la Commissione Ue, e una considerevole attenuazione delle paure legate alla disoccupazione”. Balzo in avanti della fiducia, infine, anche nel settore finanziario (+7% nella Ue).

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