E se lo facessimo tridimensionale?

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Copiare le strategie dei private può essere un modo per avere successo

di Redazione21 novembre 2011 | 08:51

Prima le componenti di un investimento erano essenzialmente rischio e rendimento. Il premio nobel Markowitz ha dimostrato che c’è una terza componente parimenti (se non più) importante: come gli investimenti si comportano l’uno con l’altro. La relazione tra i tipi di investimento, insomma, permettono di diminuire il problema delle oscillazioni non diminuendo il rendimento. In pratica si crea un rendimento gratis (nel senso che non si paga con il relativo rischio volatilità). Naturalmente non esistono in natura degli strumenti finanziari che tendono a essere perfettamente non correlati fra di loro (sarebbe troppo bello) ma ci sono strumenti che sono poco correlati (come le azioni con le obbligazioni) e su questi si possono costruire dei portafogli efficienti.

Gli strumenti che permettono di costruire portafogli efficienti sono i fondi alternativi, strumenti finanziari molto importanti non tanto per il loro rendimento “puro” ma per il fatto di essere molto poco correlati con i mercati finanziari mobiliari, diminuendo il rischio complessivo. Basti vedere che tutti i fondi pensione anglosassoni ne possiedono per un 10-15%. Attraverso i fondi alternativi scopriremo il “cuore tecnico” della moderna gestione di un portafoglio finanziario e vedremo come sia importante vedere il portafoglio in un’ottica tridimensionale. Sfortunatamente, la funzionalità principale dei fondi alternativi non può essere espressa completamente in Italia poiché il mercato non è affatto liquido e l’attuale legislazione non permette una diffusione capillare. L’attività di asset management, essendo attiva in Italia solo dall’inizio degli anni Novanta, non fa parte del bagaglio d’operatività storico del sistema finanziario Italiano e questo indubbiamente influenza la capacità di rendere servizi personalizzati e finalizzati al problem solving del cliente. I servizi offerti dai grandi gruppi di gestione dei fondi sono lontani dal best practice di alcuni piccoli operatori del mercato o di alcune boutique finanziarie specializzate, e nella maggior parte dei casi è semplicemente una etichettatura “best class” conferita a un’offerta “retail”. Per le piccole realtà è di vitale importanza conoscere bene il cliente per offrire personalizzazione, trasparenza (reporting efficaci e tempestivi), riservatezza, protezione, open architetture (offerta finanziaria senza conflitto di interessi e sempre di alta qualità), oltre a un’ampia offerta di servizi non finanziari. L’apporto professionale dei gestori dei fondi taylor made parte dalla diagnosi del patrimonio del nucleo familiare per ottenere una visione integrata degli asset che costituiscono la ricchezza mobiliare e immobiliare complessiva. Copiare le strategie degli investitori private, può essere un modo per aver successo nel campo degli investimenti finanziari.

Gli investimenti alternativi rappresentano in genere un 30% o un 40% dell’intero portafoglio dei paperoni. Perché gli investimenti alternativi hanno avuto e continuano ad avere così tanto successo? Una delle ragioni è che, mentre i gestori delle sgr tradizionali sono concentrati sempre di più verso i benchmark, il mondo dei fondi alternativi è caratterizzato dalla performance assoluta e da una più ampia libertà operativa. I risultati dei fondi delle sgr tradizionali quindi per definizione sono appiattiti verso i rendimenti di mercato e hanno delle performance più o meno in linea con gli indici di riferimento. È proprio questa la ragione per la quale vengono facilmente criticati quando eventuali errori dei gestori provocano andamenti discordanti dai benchmark, o vengono invece velocemente venduti nel momento in cui i mercati performano male. I fondi alternativi invece, per loro caratteristica, nascono come fondi total return, cioè con un obiettivo di performance assoluta. Questo deriva innanzitutto dal modo in cui sono calcolate le commissioni di performance, fonte maggiore di guadagno dei gestori e quindi obiettivo fondamentale di tutti i gestori di fondi alternativi: le commissioni sono calcolate come percentuale della performance superiore ai massimi mai raggiunti.

Se in un certo mese il gestore segna delle performance negative, prima di poter guadagnare dalle nuove commissioni di performance deve recuperare tutta la performance negativa e quindi segnare nuovi massimi. Questo sistema, indicato come l’high water mark, assicura che il gestore sia spinto a fare sempre nuovi massimi, quindi performance assoluta positiva, e che percepisca commissioni extra solo quando riesce nell’intento: nei mesi in cui un fondo rimane sotto il livello massimo segnato, il gestore non accumula più commissioni. Altra caratteristica molto interessate è che i fondi alternativi investono in asset graditi e conosciuti dall’investitore perché collezionista o appassionato al sottostante. Nel 2010 si è manifestata chiaramente una nuova e crescente domanda proveniente dai mercati emergenti, come dimostra l’interesse degli Hnwi per i fondi alternativi, gli investimenti che più li appassionano, è aumentato nel 2010, parallelamente alla ripresa dell’economia globale e all’aumento dei livelli di ricchezza degli Hnwi. I beni da collezione, quali l’arte, destinati ad avere una correlazione bassa o negativa con i principali investimenti finanziari, hanno continuato a mantenere un’attrattiva a livello di diversificazione del portafoglio.

Da notare che la crescita della ricchezza nelle economie emergenti ha aiutato a stimolare il ritorno dei fondi alternativi. La robusta crescita del numero di Hnwi nei mercati emergenti e il loro livello di ricchezza allarga il mercato globale dei passion investment e la sostenuta domanda da parte di acquirenti cinesi in particolare è ampiamente riscontrata in tutte le tipologie di investimenti. Gli oggetti di lusso da collezione (ossia automobili, imbarcazioni e jet) sono rimasti i principali passion investment degli Hnwi nel loro complesso. Nel 2010, gli oggetti di lusso da collezione hanno rappresentato il 29% dei passion investment degli Hnwi a livello globale. L’arte ha rappresentato il 22% dei passion investment nel loro complesso, ma tale quota era maggiore tra gli Hnwi europei (27%) e tra gli Hnwi dell’America Latina ha raggiunto il valore massimo (28%). I gioielli, le pietre preziose e gli orologi hanno inoltre rappresentato il 22% di tutti i passion investment del 2010. Nel 2010, i prezzi record dei diamanti alle aste internazionali ha testimoniato la crescente tendenza tra gli Hnwi di tutto il mondo di considerare i diamanti di grandi dimensioni un’alternativa d’investimento sicura e di crescita elevata. Gli altri beni da collezione (vini, oggetti d’antiquariato, monete e cimeli) hanno rappresentato il 15% dei passion investment nel 2010. I crescenti prezzi dell’oro hanno sostenuto l’aumento della domanda di monete rare nel 2010 e anche le vendite di vino pregiato sono aumentate. Agli investitori retail, nel nostro Paese, sono ancor molto poco conosciuti questi strumenti finanziari evoluti, in grado di garantire diversificazione del portafoglio e performance decorrelate dai mercati finanziari. Altro impedimento, finora, è stato l’elevato investimento minimo richiesto in Italia.

Ora con il diffondersi di strumenti finanziari evoluti come le sicav sif, è possibile investire in fondi alternativi con tagli minimi abbastanza popolari. I fondi sif sono anche fondi ad apporto: si ha la possibilità del conferimento diretto dei beni nel fondo. Quindi, agiscono come un trust ma con il vantaggio del possesso e del controllo del bene. I vantaggi di questi veicoli lussemburghesi sono veicolo europeo. Questo strumento comunitario unisce molti vantaggi posseduti dai concorrenti d’oltreoceano ma, in più, possiede caratteristiche di maggior familiarità e garanzia per i promotori e gli investitori europei, in quanto creato in un Paese membro della comunità europea. Massima flessibilità: I fondi sif sono attraenti per gli operatori interessati a organizzare uno strumento di semplice gestione e idoneo all’adozione di tutte le strategie di investimento, ivi comprese quelle di tipo alternativo (e di tipo hedge, in particolare), in quanto privo di predefiniti limiti legali in tema di composizione del portafoglio. Le sicav sif sono un prodotto che consente, al cliente interessato a costituirsi il proprio fondp d’investimento, di creare una partnership con investment advisor, investment manager, consulenti indipendenti, al fine di ottimizzare il know how di ogni soggetto e ottenere una collaborazione efficace ed efficiente.

Per ogni figura è rispettata la propria mansione come previsto per legge: un investment advisor (un consulente indipendente) per esempio all’interno di una sicav sif potrà solo svolgere il ruolo di consulente e non quello di gestore. Il cliente privato che sceglie lo strumento del fondo dedicato alternativo lo fa in quanto alla ricerca di uno strumento indipendente e duttile per il quale può scegliere senza conflitto di interesse il proprio gestore istituzionale nominato attraverso una delega di gestione e, se non soddisfatto dei risultati, sostituirlo in tempo reale senza vincoli di sorta. A differenza delle sicav tradizionali che investono esclusivamente in strumenti finanziari, le sicav sif, più flessibili, possono investire anche su una pluralità di beni materiali e immateriali, in via esclusiva o mista e in forma pubblica o riservata. I sif, possono investire oltre che in strumenti dei mercati finanziari internazionali (azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi comuni d’investimento, indici, opzioni, hedge funds, eccetera), anche in Forex, materie prime, metalli preziosi, immobili, opere d’arte, quote societarie non quotate, energie rinnovabili, gioielli, auto d’epoca, software, brevetti.

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