Attesa per le aste italiane

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La moneta unica europea sta riuscendo a contenere le potenziali perdite che, considerando il punto di vista macro, dovrebbero arrivare e anche in fretta…

di Redazione29 marzo 2012 | 08:41

Mercati ancora indecisi sulla direzione da prendere e mossi da flussi di capitale sul rischio e che vedono il dollaro come centro degli scambi. Questa in sintesi la descrizione che potremmo dare della situazione attuale che si sta vivendo tra gli investitori. La moneta unica europea sta riuscendo a contenere le potenziali perdite che, considerando il punto di vista macro, dovrebbero arrivare e anche in fretta a causa delle notizie che stanno circolando sui desk circa l’aumento della potenza di fuoco del firewall europeo, che secondo uno statement del meeting tra i ministri finanziari ottenuto da Bloomberg, potrebbe arrivare fino a 940 miliardi, 240 in più rispetto a quelli prospettati in maniera indiretta dalla Merkel, la quale ha dichiarato di essere disposta a prevedere la coesistenza dell’Efsf e dell’Esm per qualche anno (200 miliardi il primo e 500 il secondo). Qualsiasi notizia relativa ad attività di supporto per la moneta unica sono interpretate bene dal mercato, che come effetto principale mostra non tanto guadagni, ma evita come detto di far approfondire le perdite, ma ora sta arrivando il momento di vedere e valutare i primi risultati delle attività straordinarie della BCE e delle Istituzioni europee.

Oggi ci sarà l’asta di titoli di stato italiani, che andrà a collocare circa 8 miliardi di euro – la forchetta esatta è tra 6.25 ed 8.25 – tra BTP e CCT (eu, quindi indicizzati all’euribor) e sarà davvero importante valutare sia i tassi di collocamento sia i bid to cover ratio per renderci conto di se e quanto stia funzionando la seconda LTRO messa in piedi dal direttivo dell’istituto di Francoforte. Qualsiasi notizia negativa peserebbe in maniera importante sull’euro e non solo, il tutto a favore del dollaro americano che ricopre il ruolo di valuta rifugio e che sta cominciando a rafforzarsi contro qualche valuta in maniera pericolosa, dollaro australiano in testa (e considerata la relazione che esiste tra australiano e metalli preziosi, possiamo attenderci qualche discesa anche su quei fronti).


EurUsd
La situazione tecnica dell’eurodollaro si presenta sempre più laterale con la conferma, avvenuta ieri, come fondamentale anche del livello di supporto. Troviamo così un cambio che viaggia compreso fra 1.3290 (superato solamente di pochi pip, quindi diremmo ancora valido) e 1.3370 (anche in questo caso passato per pochi pip). Oggi si presenta molto interessante la parte bassa di quest’area, dato che notiamo, per le prossime ore, una perfetta coincidenza con il transito della trendline positiva che accompagna la salita della moneta unica da due settimane esatte. La lateralizzazione che abbiamo notato porta in dote una strategia piuttosto semplice: si tratta di attendere la rottura di uno dei due livelli per schierarsi con il movimento di volatilità che molto probabilmente si verificherà.

UsdJpy
Poche novità per il cambio UsdJpy, che in una fase di incertezza generale del mercato approfitta per continuare il percorso laterale compreso fra 82 e 84.15 con, più nel breve, un livello intermedio di resistenza di 83.

EurJpy
Abbiamo avuto ancora una conferma (per la verità più di una) di quanto il livello di supporto di 110 sia rispettato parlando del cambio EurJpy. Questo livello, che trae origine da passati livelli di resistenza e supporto statici, rappresenta l’ultima speranza della moneta unica di poter tenere testa allo yen dato che, oltre questo, sembra che  il destino possa essere segnato, almeno sino a 108.55.

GbpUsd
Osserviamo ora la sterlina, contro dollaro, per notare come un livello interessante nel recente passato, 1.5915, potrebbe giocare un ruolo chiave nell’imminente futuro. Anche questa volta (come due giorni fa) per consentire un ritorno sull’area di doppio massimo di 1.60 figura.

UsdChf
Il livello di resistenza statica di 0.9050 ieri è stato rotto portando ad un minimo di volatilità, come da attese. Ora i prezzi sono nuovamente sull’area di rottura e pensiamo che la tendenza di fondo possa rimanere negativa sino ad una rottura della media mobile di lunghissimo periodo (200) osservabile all’interno di un grafico con candele a quattro ore: per le prossime ore, quindi, stiamo parlando di 0.9090.

AudUsd

Concludiamo con il dollaro australiano che, sempre all’interno del canale di lungo individuato da giorni, compie passi veloci verso la parte bassa, passante per oggi poco al di sotto di 1.03 figura. Questo livello potrebbe essere facilmente raggiunto se il cambio oltrepasserà 1.0340 che, oltre ad essere il massimo del 22 marzo scorso, è il livello più basso mostrato dal cambio da metà gennaio.

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