Allianz gi, per Neil Dwane l’azionario resta interessante

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A livello globale l’Europa fa paura ma potrebbe avere terminato il suo periodo di sottoperfomance relativa. Sul lungo termine, comunque, vincono gli emergenti

di Redazione29 maggio 2012 | 14:30

Le valutazioni in materia di asset class azionaria rimangono molto interessanti, in particolare in relazione ai rendimenti dei mercati obbligazionari, ma prevale la cautela. In particolare, l’indice prezzo/utili in Europa è pari a circa 11 volte, rispetto a una media superiore a 16 volte negli ultimi venti anni. Anche la valutazione relativa rispetto ai mercati obbligazionari (il premio per il rischio) risulta favorevole.
“Tuttavia le incertezze sulla tenuta della crescita economica mondiale, e quindi sulla crescita degli utili, ci portano a mantenere un atteggiamento sostanzialmente cauto. Esiste infatti una correlazione evidente tra l’andamento degli indici azionari e i profitti aziendali: attualmente gli utili sono già sui livelli massimi e potrebbero crescere ancora solo se la crescita mondiale ripartisse a tassi molto sostenuti o se si riducesse ulteriormente la componente costo del lavoro”, commenta Neil Dwane, chief investment officer Europa di Allianz global investors.

E all’interno dell’outlook sui mercati internazionali appena comunicato dal gruppo, non può che emerger e un dato su tutti. L’Europa oggi fa paura. Il Vecchio Continente, infatti, finora ha sottoperformato gli altri mercati azionari e le valutazioni risultano particolarmente attraenti, ma permangono forti fattori di incertezza. “Rimaniamo per ora ancora cauti sull’Europa ma monitoriamo attentamente l’evolversi della situazione: siamo potenzialmente più costruttivi rispetto al passato sul mercato europeo, che potrebbe avere terminato il periodo di sottoperfomance relativa”, continua il manager. All’interno di un posizionamento neutrale sull’equity globale, continuiamo per il lungo termine a preferire i mercati emergenti, le cui economie stanno crescendo in modo costante, allontanando nello stesso tempo i temuti rischi inflazionistici.

Mercati obbligazionari, in attesa delle prossime scadenze elettorali
Dopo un periodo di elevata positività che aveva spinto gli investitori obbligazionari a preferire le attività più rischiose, come credito e titoli di stato dei paesi periferici, “i mercati hanno assunto un atteggiamento più cauto: il rilascio dei dati occupazionali negli Usa ha infatti indicato un aumento dei rischi di un rallentamento dell’economia americana per i prossimi mesi. In aggiunta, l’eccezionale stimolo monetario fornito dalla Fed e dalla Bce risulta con alta probabilità prossimo all’esaurimento, in quanto le tensioni sul lato dei prezzi, in particolare di petrolio ed energia, obbligano le Banche Centrali a una maggiore cautela”, precisa Dwane.
I rendimenti decennali Usa e Germania sono di nuovo ai minimi storici, dopo il moderato rialzo dei
rendimenti registrato nei primi mesi dell’anno, che li aveva portati su valori di poco superiori al 2%. I timori di rallentamento dell’economia hanno nuovamente ricondotto le scadenze decennali su valori prossimi ai minimi storici. “Riteniamo che questa fase di incertezza sia destinata a durare fino a che non emergerà con maggiore chiarezza l’evoluzione dello scenario macroeconomico americano: nel corso dei prossimi mesi i rendimenti dovrebbero pertanto mantenersi all’interno di un intervallo di variazione limitato.
La situazione nell’Eurozona rimane in continua evoluzione. L’indubbio sostegno al mercato fornito dalle operazioni di rifinanziamento della Bce risulta in parte vanificato dall’aumento delle tensioni politiche. Le recenti e prossime scadenze elettorali influiranno in misura significativa sulle future modalità di intervento da parte dell’Unione Europea a sostegno dei paesi periferici in difficoltà”, conclude.

L’andamento del mercato del credito. Meglio la prudenza e una forte selettività sul fronte degli emittenti
Il primo trimestre dell’anno si è chiuso con una performance particolarmente positiva per il mercato delle obbligazioni corporate, favorita soprattutto dall’aumento della propensione al rischio degli investitori dopo le misure adottate dalla Bce a sostegno del sistema bancario. I segmenti di mercato che nelle fasi acute della crisi erano stati più penalizzati, come finanziari e high yield, da inizio anno hanno registrato la migliore performance.
Dall’outlook firmato Allianz global investors emerge come nei primi giorni di aprile sia iniziata una nuova fase di volatilità anche per mercato del credito, con un allargamento degli spread che è risultato marginale per il mercato nel suo complesso, ma più accentuato per i titoli considerati maggiormente esposti al rischio paese.
“L’interesse degli investitori per le obbligazioni societarie nei primi mesi del 2012 è stato molto elevato, come mostrano i dati relativi alla raccolta dei fondi specializzati: i flussi sono stati superiori anche a quelli del 2009, anno record per la performance delle obbligazioni societarie, in particolare per i titoli con rating più basso, gli high yield. L’atteggiamento degli investitori è attualmente più incerto per la rinnovata attenzione del mercato verso i problemi dei paesi più indebitati dell’area euro, considerando che l’andamento del mercato corporate continua ad essere correlato con l’andamento degli spread delle obbligazioni governative”, aggiunge ancora il cio Europa di Allianz Global Investors. E conclude: “Dal punto di vista dei fondamentali, le imprese appartenenti a settori diversi da quello finanziario continuano ad avere bilanci relativamente solidi, con un livello di indebitamento complessivamente contenuto, grazie a politiche finanziarie prudenti ed a un ridotto livello degli investimenti. D’altra parte la redditività futura delle imprese è legata all’evoluzione del quadro macroeconomico, che in questa fase rimane incerto. Continuiamo pertanto a mantenere una politica di investimento prudente, caratterizzata da una forte selettività a livello di singoli emittenti e specifici settori di investimento”.

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