Arpe, crollano gli utili di Sator

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Profitti per soli 31mila euro nel decimo anno di attività. Ma aumenta la cedola agli azionisti.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino16 giugno 2017 | 08:30

Matteo Arpe (nella foto) vede azzerarsi la redditività del suo gruppo Sator nel decimo anno di attività, ma aumenta la remunerazione gli azionisti. Nei giorni scorsi, infatti, l’assemblea di bilancio che ha approvato il civilistico 2016 ha deliberato di distribuire ai soci oltre 3,5 milioni di euro di cedola (l’anno scorso erano stati 2,4 milioni) pari a 0,10 euro ad azione, attinti per 3,5 milioni dalla riserva straordinaria e per 29mila euro dal risicato utile 2016 di 31mila euro, in netto calo dagli 860mila euro dell’esercizio precedente.

Nella relazione sulla gestione Arpe, riconfermato presidente e amministratore delegato, spiega che il risultato è dovuto “al fisiologico calo delle commissioni rivenienti dalla gestione del fondo Sator Private Equity Fund (Spef), che ha determinato una contrazione del dividendo distribuito dalla controllata inglese Sator Capital Limited”, crollato anno su anno da 1,6 milioni a 400mila euro.

Nel 2016 Spef è salito dal 49% all’84% nella ex Boccaccini, ora denominata L’Autre Chose, investendo 2 milioni; ha immesso nuove risorse per 500mila euro nel polo media News 3.0 e tramite la controllata Sator Immobiliare ha completato la fusione con Aedes Sgr raddoppiando le masse in gestione da 0,4 a 0,8 miliardi. Sempre lo scorso anno il fondo di private equity di Arpe è stato al centro del riassetto della ex Banzai che cedute due divisioni alla Mondadori si è focalizzata e ridenominata sul solo portale e-Price. Inoltre Sator direttamente ha acquisito l’1,6% di Triboo, media company quotata all’Aim, nell’ambito di un’operazione di advisory.

Quanto valgono gli investimenti di Spef, che comprendono anche Banca Profilo e Aedes SIIQ, tenuto conto che la quota del 18% nel fondo è in carico a 18 milioni? Un passaggio interessante della relazione sottolinea che a fine 2016 Kpmg Advisory ha attribuito ad essi una stima di 200 milioni, contro i circa 130 milioni a prezzi di mercato e di nav, quindi un valore della quota di 45 milioni con una plusvalenza potenziale di oltre il 35%.

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